Obiettivo:
La scheda post-visione si pone come obiettivo quello di monitorare la composizione del pubblico di un determinato film, il suo gradimento e la rispondenza rispetto all’insieme dei conoscitori del film, determinati attraverso l’indagine ante-visione.
Strutturalmente è composta da due parti:
- la prima parte contiene i dati inerenti al voto al film, ai mezzi di conoscenza, alle motivazioni di scelta del pubblico, alla visualizzazione grafica del profilo del totale spettatori del film secondo valori socio-demografici (dati analizzati in dettaglio più avanti).
- la seconda parte contiene i dati socio-demografici degli spettatori in una visualizzazione tabellare.
In dettaglio:
Per ciascuna delle analisi effettuate, vengono riportati i valori degli spettatori totali e la loro classificazione in Alto e Basso frequentanti *:
- ALTO FREQUENTANTI: chi dichiara di andare al cinema almeno 1 volta al mese.
- BASSO FREQUENTANTI: chi dichiara di andare al cinema meno di 1 volta al mese.
La colonna denominata “Rif.” riporta la media mobile ottenuta da tutti i film rilevati.
- Voto al film: riporta il giudizio medio espresso dagli spettatori del film, in una scala da 0 a 10.
- Mezzi di conoscenza: indica le modalità tramite le quali l’intervistato è venuto a conoscenza del film, in particolare se mediante canali promozionali (pubblicità sui vari mezzi) o di informazione (recensioni o programmi), o tramite consiglio di altri.
- Motivazioni della scelta: indica le motivazioni che hanno spinto gli intervistati a vedere il film (legate all’aspetto di produzione, come la preferenza del genere, del regista, del cast, oppure legate a fattori quali la vicinanza o meno alla sala cinematografica, piuttosto che la semplice scelta di altre persone che si stavano accompagnando).
- Profilo del totale spettatori: mediante rappresentazioni grafiche, viene evidenziato un profilo degli spettatori del film. La caratterizzazione avviene per sesso, età media, scolarità, area geografica, ampiezza del centro di residenza, frequenza in sala (alto e basso frequentanti e non frequentanti).
*le classificazioni degli individui in frequentanti, alto frequentanti, basso frequentanti, iper frequentanti e non-frequentanti avvengono tramite le risposte fornite da ciascun intervistato al Questionario Audicinema, compilato da ogni panelista.
Purpose:
The purpose for conducting a post-viewing survey is to monitor: (i) the composition of film audiences, (ii) film ratings and (ii) consistency with pre-viewing information.
A post-viewing survey generally comprises two parts:
- the first part contains information relating to film ratings, pre-viewing information about the film, the reasons for selecting the film by moviegoers, graphics relating to the overall moviegoer profile, based on socio-demographical factors (this data will be analysed in more detail later on);
- the second part contains socio-demographic information about the moviegoers in table format.
In detail:
Each survey shows the overall moviegoer data, classifying the interviewees as either frequent or infrequent moviegoers*:
- FREQUENT MOVIEGOERS: who declare that they go to the cinema at least once a month.
- INFREQUENT MOVIEGOERS: who declare that they go to the movies less than once a month.
The column labeled “Ref.” shows the moving average obtained from all the surveyed films.
- Film rating: shows the average rating by the film audience, on a scale from 0 to 10.
- Pre-viewing information: indicates how or from where the interviewee obtained information about the film, especially if via promotional (advertising on various media) or information (reviews or programs) channels, or by word of mouth.
- Reasons for selecting the film: shows the reasons that prompted the interviewees to watch the film (related to production aspects, such as a preference for the a, director, cast members, or proximity to the cinema, for example, or even just going along with the choice of accompanying persons).
- Overall moviegoer profile: graphics highlighting a general profile of moviegoers, based on sex, average age, education, geographical area, size of the town/city where they live, moviegoing frequency (frequent/infrequent moviegoers, non-moviegoers).
* Interviewees are classified as moviegoers, frequent moviegoers, infrequent moviegoers, very frequent moviegoers and non-moviegoers based on the replies given in the Audicinema Questionnaire compiled by each panel member.
In “BORIS IL FILM” il regista René Ferretti molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d'autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola. Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “BORIS IL FILM” mette a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità. Con lo stesso cast della serie e gli stessi autori: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo che firmano anche la regia. “Ci sono scene troppo brutte perfino per un regista televisivo: uno struggente rallenti sulla corsa nei prati di un giovanissimo Joseph Ratzinger che festeggia la scoperta di un vaccino è troppo anche per René Ferretti. E sì che di monnezza ne ha girata tanta, narcotizzanti apologie del presente, inquietanti biografie di santi e tante altre ancora (“Caprera”, “La bambina e il capitano”, “Gli amici tassinari”, “Libeccio”). E allora basta. Meglio l’insicurezza economica, meglio il cinema. Meglio tradire tutti - la Rete, la moglie in attesa di alimenti, la impresentabile storica troupe - e buttarsi nel cinema. Tanto più se la sfida è un copione libero, serio, forte, di denuncia, “alla Gomorra”. Sì, perché il cinema è più povero della TV (“dopo il cinema c’è la radio, dopo la radio c’è la morte”) ma ancora libero e poetico. Perfino in questo vessato paese. Purtroppo però, anche con un progetto “alla Gomorra”, bisogna fare i conti con la palude culturale che tutto ingloba. I committenti del salotto buono del cinema si rivelano, alla prova dei fatti, solo diversamente codardi. I nuovi collaboratori solo diversamente inaffidabili. E la presunta grandeur del cinema una rogna senza fine. Come per una condanna divina, nonostante i suoi lodevoli sforzi, René Ferretti si ritrova tra i piedi la stessa troupe scalcinata di sempre, gli stessi attori cani, gli stessi sceneggiatori inetti e perfino lo stesso borioso capetto d’un tempo. Con qualche colpo di fortuna e grazie alla sua proverbiale scaltrezza, un film decente sarebbe ancora arrangiabile. Forse anche ottimo. Ma incombe la maledizione metafisica di un paese chiamato Italia, che ama i simpatici e i cialtroni e non premia certe malinconiche seriosità. E la “Grande Commedia” incombe.
In “BORIS IL FILM” the director René Ferretti abandons the terrible TV series he’s been doing for years and decides to make the transition from the small to the big screen, with an arthouse movie. In short, what he wants is a degree of creative freedom after a career spent pandering to conservative TV tastes. But the – rather snobbish, he finds – movie world can be even worse than TV, especially for Ferretti’s crew, which has little familiarity with Art, with a capital A. Featuring snooty filmmakers, neurotic film stars, trendy screenwriters, heroin addicts, sharks and a mix of impromptu characters, “BORIS IL FILM” lifts the veil on the Italian cinema world, which aspires to regeneration, but is unable to go beyond immaturity. Starring the same cast and authors as the TV series: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo who are also the directors. Some of the scenes are too bad even for a TV director: a harrowing slow motion of a very young Joseph Ratzinger running in a field to celebrate the discovery of a vaccine is too much even for René Ferretti. And despite all that rubbish we’ve had to put up with, vindications of the present fit to dull the senses, disquieting biopics of saints and many other things besides (“Caprera”, “La bambina e il capitano”, “Gli amici tassinari”, “Libeccio”). Enough is enough. Give me financial instability any day, much better the cinema. I much prefer to betray everyone – the Net, the maintenance expecting wife, the worthless historical crew – and try my luck at filmmaking. Especially if the challenge is a strong, serious, politically engaged script, just like “Gomorrah”, with no restrictions. Yes, because the cinema world is much poorer than TV (“lower than the cinema there’s the radio, below which there’s only death”), but it’s still free and full of poetry. Even in this oppressed country. Unfortunately though, even with a “Gomorrah-like” project I will have to tackle the all-encompassing cultural wasteland. The top-ranking film investors are still rather spineless. The new collaborators unreliable. And the assumed grandeur of cinema is only a never-ending hassle”. Like a divine retribution, and despite his commendable efforts, René Ferretti finds himself burdened with the same worthless crew as always, the same useless actors, the same incompetent screenwriters and, as if all this wasn’t enough, the same pompous boss as before. But thanks to a stroke of luck, and his proverbial cunning, there might still be an opportunity to make a decent – even excellent – film, if it weren’t for the looming metaphysical curse of a country called Italy, which, instead, prefers the adorable rascal to someone who’s maybe gloomy, but honest. And the “Great Comedy” is about to begin.
In un futuro non troppo lontano, circa 30 anni dopo l’ultima guerra, un uomo attraversa in solitudine la terra desolata che un tempo era l’America. Intorno a lui città abbandonate, autostrade interrotte, campi inariditi - i segni di una catastrofica distruzione. Non c’è civiltà, né legge. Le strade sono in mano a bande che ucciderebbero un uomo pur di togliergli le scarpe, o per un po’ d’acqua… ma anche senza motivo. Ma non possono far nulla contro questo viaggiatore. Guerriero non per scelta ma per necessità, Eli (Denzel Washington) cerca solo la pace, ma se viene sfidato elimina gli avversari prima ancora che si accorgano dell’errore fatale che hanno commesso. Non è la propria vita che difende così ferocemente, ma la speranza per il futuro.
Solo un altro uomo in quel mondo in rovina comprende il potere che Eli detiene, ed è deciso a impadronirsene: Carnegie (Gary Oldman), il despota di una precaria città di ladri e killer. Ma la figlia adottiva di Carnegie, Solara (Mila Kunis) è affascinata da Eli per un altro motivo: la visione di qualcosa, un altro mondo, che possa esistere oltre i confini del territorio dominato dal patrigno.
Ma nessuno dei due riuscirà a distoglierlo dal suo impegno: Eli deve andare avanti per compiere il suo destino e portare aiuto a un’umanità devastata.
Thomas Craven è un detective del Boston Police Department ed ex veterano. Una sera va a prendere la figlia Emma alla stazione dei treni e nota che lei ha strani sintomi come vomito ed emorragia dal naso. Mentre la conduce all’ospedale un uomo con il passamontagna la uccide con una fucilata al petto. Tutti i sospetti cadono su nemici del detective, ma Craven facendo indagini private scopre i loschi affari della Northmoor, società per la quale la figlia lavorava come stagista, attiva non solo nel campo della ricerca teorica, ma anche nella sperimentazione di armi nucleari, disponendo persino di un arsenale privato, ed apprende che tale società è appoggiata da un senatore, a cui Emma, credendo di fare bene, aveva rivelato quello che aveva scoperto. Thomas Craven si troverà così coinvolto in una spirale di corruzione e spionaggio a livello federale.
Gianni, sessant’anni ben portati, è un uomo normale, diciamo così. Ha una natura mite e un’immensa capacità di sopportazione. È al servizio di sua moglie che lavora e ha mille impegni, della figlia che adora, del fidanzato della figlia, giovane nullafacente che si è piazzato in casa e che ormai lui ama come un figlio. Senza contare cani, gatti... Dulcis in fundo, c’è sua madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma senza badare a spese, con badanti che vanno e vengono. La sua vitarella scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche, del resto è in baby pensione e di tempo ne ha fin troppo. Un giorno, l’amico Alfonso gli fa aprire gli occhi: tutti i suoi coetanei, ma anche quelli ben più vecchi di lui, dietro la rispettabile facciata, hanno delle storie. Tutti, anche i vegliardi che vegetano nel baretto sotto casa, hanno l’amante. Sconvolto dalla scoperta Gianni tenta di fare qualcosa. C’è Gabriella, irraggiungibile e desiderata per anni, c’è Valeria, il meraviglioso primo amore, la bellissima Cristina, badante della mamma, c’è la vicina di casa, incarnazione della bellezza e della giovinezza, ci sono le infinite donne possibili che abitano il mondo… Gianni, come un vecchio motore che si rimette in moto produce fracasso, fumo e poco arrosto.
Gianni is a sort of ordinary, although still charming, retired sixty-year old man. He’s a meek a helpful fellow with endless patience, practically at the beck and call of his wife, who’s still working and leads a very busy life, his daughter, whom he adores, his daughter’s boyfriend, a young layabout, who’s moved into their house and whom he’s come to love like a son. Without counting the dogs, cats... Above all, he’s well under the thumb of his mother, a ninety-year old impoverished noble woman, who persists in living a life of luxury in a large villa on the outskirts of Rome, throwing money away, with carers coming and going. After an early retirement, his uneventful life flows monotonously in a routine made of errands, walking the dog and household chores. One day a friend of his, Alfonso, alerts him to the fact that all his peers, and even some men much older than him, behind a respectable front are carrying on affairs. Practically everyone, even the elderly men constantly sitting at bar under his apartment, has a hidden lover. The discovery shocks Gianni and disrupts his routine, so he decides to do something about it. First there’s Gabriella, an object of desire for many years, but out of his reach; Valeria, his first love; the beautiful Cristina, his mother’s carer; a neighbour, who incarnates the freshness and beauty of youth; an endless string of available women populating the world… Gianni, like an old motor spluttering back to life, produces a lot of noise and smoke, but no serious fire.
Alla morte del vecchio pontefice il Conclave si riunisce per eleggere il nuovo papa. La scelta cade sul cardinal Melville, ma il prescelto cade preda di dubbi e di fortissime ansie che si manifestano con una improvvisa depressione, dovuta al timore di non essere in grado di salire degnamente al soglio pontificio. Il Vaticano decide quindi di rivolgersi al professor Brezzi, uno psicanalista, chiamato ad assistere e aiutare Melville a risolvere i suoi problemi.
Following the death of the Pope, the Conclave elects Cardinal Melville, who, it becomes immediately clear, doesn’t seem up to the job. His election, in fact, precipitates an attack of severe anxiety, followed by a state of depression, because he feels inadequate to the task. The Vatican decides to call in a psychoanalyst, Professor Brezzi, to help Melville come to terms with his crisis and solve his problems.
Due famiglie incrociano i destini a causa dei figli sedicenni caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati. In poche parole, due famiglie di oggi, che sfuggono alle catalogazioni e alle etichette, in evoluzione continua, in equilibrio precario, vive, felici e confuse. Happy Family è una confessione camuffata, un diario mascherato, una commedia che parla della paura di essere felici, di cambiare la nostra vita per qualcos’altro che non conosciamo. È un esorcismo scritto nella Milano d’estate. Quando non si muove una foglia e dal silenzio può uscir fuori quello che di solito sta muto. Tutti i desideri e tutte le paure. Di essere troppo, di non essere nessuno. Sorrisi, scontri e incontri esaltanti. Brutture e imperfezioni guardate con ironia. Difetti che diventano poesia. E così si scaccia per un po’ il terrore quotidiano di vivere a metà, di essere scontati. E' una commedia che racconta la vita come se fosse un film. Oppure è un film che racconta la vita come se fosse una commedia.
The paths of two families cross when their 16-year-old children stubbornly decide they want to marry each other. A trivial bike accident catapults the protagonist-cum-narrator Ezio into the heart of this minor domestic crisis, in which the parents are at once wiser and more unpredictable than their teenage children, the mothers neurotic and brave, the grandmothers inevitably hare-brained, the daughters beautiful, and the dogs obstinate and in love. The picture of two unconventional and constantly evolving modern-day families, engaged in a tightrope routine between liveliness, happiness and confusion. Happy Family is a disguised confession, a masked diary, a comedy that portrays the fear of being happy and of venturing into uncharted emotional territory. It’s an exorcism taking place in a summery Milan. When everything seems to be motionless and the heavy silence can be broken by things that are normally soundless. All desires and fears emerge, of being too big, or being nobody. Smiles, exciting encounters, clashes. Ugliness and imperfection observed with irony. Flaws that produce poetry. All of which, at least temporarily, can hold at bay the daily terror of living only half a life, of being predictable and of taking things for granted. The film’s a comedy that presents life as if it were a movie. Or maybe it’s a film that depicts life as if it were a comedy.
Barney Ross è il cinico, temerario e risoluto capo di una banda di mercenari inviata a sovvertire il regime politico dittatoriale instaurato dal Generale Gaza nella piccola isola sudamericana di Vilena.
Della banda fanno parte l’ex SAS Lee Christmas, l’esperto di arti marziali Yin Yang, lo specialista d’armi Hale Caesar, il professionista in demolizioni Toll Road e il veterano Gunnar Jensen, infallibile cecchino in costante lotta con i fantasmi del proprio passato.
Giunto sul posto, il gruppo entrerà subito in contatto con Sandra, una combattente della causa per la liberazione dalla dittatura, rendendosi presto conto che il nemico non è solo il Generale, ma anche un ex agente della CIA che metterà tutti loro in serio pericolo.
Barney Ross is the cynical, reckless and determined leader of a team of mercenaries sent to overthrow dictator Generale Garza in the small South-American island of Vilena. The team also consists of the former SAS soldier and blades specialist Lee Christmas, martial artist Yin Yang, weapons specialist Hale Caesar, demolitions expert Toll Road, and the veteran Gunnar Jensen, an infallible sniper, constantly struggling against the ghosts from his past. On the island they meet their contact, Sandra, a freedom fighter, although they soon realize that they’re up against not only the General, but a very dangerous former CIA operative as well.
Gabriele Rossetti torna in un paesino della Puglia per l’estremo saluto al padre morente, Ernesto. Le ultime parole dell’anziano risvegliano in lui il ricordo di un episodio lontano nel tempo.
Siamo negli anni Sessanta. Gabriele è un bambino vivace. Suo padre è il capostazione della ferrovia locale, la mamma, Franca, insegna lettere alla scuola media. I tre non vivono da soli. Con loro c’è anche zio Pinuccio, il fratello di Franca, un giovane sotto i trenta, scapolo, con una redditizia drogheria sul corso.
La vita del piccolo Gabriele scorrerebbe alla perfezione, se non fosse per gli sbalzi di umore del padre. Ernesto infatti è uno scontento. Ha sicuramente un certo talento, - l’uomo dipinge, da ragazzo avrebbe voluto fare il liceo artistico, cosa che suo padre gli aveva impedito - ma non riesce a raggiungere i risultati che sogna. Per di più l’ambiente paesano si accanisce, soprattutto per bocca di due rappresentanti del ceto colto, il Professor Venusio e l’Avvocato Pezzetti, contro la sua vocazione artistica. I due lo considerano un dilettante che farebbe meglio a dedicarsi al suo lavoro di capostazione e alla famiglia, piuttosto che perdere tempo con colori e pennelli. E in questo modo gli avvelenano la vita.
Le tensioni di Ernesto si riversano sulla moglie Franca, sul tran tran domestico. Gabriele, perciò, cerca conforto presso lo zio Pinuccio. Il giovane commerciante infatti, concreto, scanzonato e un po’ vitellone, ottimo maestro di allegre malizie, appare agli occhi del piccolo molto più seducente di quel “pesantone” del padre. Senza contare che Gabriele ha un altro suo segreto punto di fuga: le evasioni visionarie a cui fa ricorso grazie ad una fantasia accesissima, che gli permette di vedere anche quello che agli altri rimane nascosto.
Il tempo dell’infanzia scorre, così, pieno di sorprese e Gabriele, stretto tra i giochi con i compagni, le incomprensioni con il padre mitigate dalla dolcezza severa della mamma e la fascinazione di zio Pinuccio, diventerà parte di una storia familiare il cui senso vero, tuttavia, gli sfuggirà.
Solo quando il Gabriele adulto dovrà occuparsi della sepoltura del vecchio genitore e passerà la notte nella casa della sua infanzia, scoprirà una verità fino ad allora inimmaginata che modificherà profondamente la prospettiva da cui ha sempre guardato suo padre.
Claudio è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E’ sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All’improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino, e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le “cose”. Per risarcire la sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna, il fratello timido e imbranato, il pusher vicino di casa.
Thirty-year-old Claudio works as a builder on one of the many construction sites in the suburbs of Rome. He’s married, with two children, and his wife Elena’s pregnant with their third child. His relationship with his wife is a mixture of togetherness, liveliness and sensuality. Then, a dramatic event upsets their simple and happy routine. Unexpectedly, Elena dies and Claudio is unprepared for a life of solitude. He represses his pain and directs his bereavement in the wrong direction: all he can think about is how to challenge fate and give himself, and his children, the things they’d never had: well-being, money, holidays, in a word, the good life. To compensate his family for their loss, he gets involved in something larger than himself, and when he realises that he can no longer make it alone, he’s obliged to turn to the only people left that he can trust: his too maternal sister, his shy and bungling brother, the neighbourhood pusher.
Gianni Dubois, un regista emergente di 50 anni, che da molto tempo non fa un film, ha finalmente la possibilità di dirigere una giovane stella della tv ma non riesce a farsi venire in mente una storia. Si ritrova, dopo varie vicissitudini, a trascorrere una settimana in Toscana nel tentativo di mettere in piedi la rappresentazione di una Via Crucis vivente. Questo lo porterà a perdere un’occasione molto importante ma nello stesso tempo capirà se stesso e gli altri e grazie ad un ultimo colpo di scena riuscirà per una volta a combinare qualcosa di buono.
Gianni Dubois, a 50-year-old once up-and-coming film director, who hasn’t made a film in a very long time, finally has the chance to direct a young TV star, but can’t even think up a storyline for the film. After various vicissitudes, he finds himself spending a week in Tuscany, engaged in an attempt to stage a Good Friday Passion Play. As a result of this situation he misses an important job opportunity, but gets to understand himself and thanks to an unexpected twist in the story, finally manages to accomplish something worthwhile.
Coppie in crisi, coppie da farsi. Walter, allenatore di pallavolo e neopapà ha una relazione extraconiugale con un’avvenente giocatrice della sua squadra. Nicoletta, impiegata in una multinazionale, è tradita dal marito e per questo si rifugia dal figlio Andrea che divide la casa con amici, uno dei quali “gigoleggia” con lei; tenta la chirurgia plastica prima di venire conquistata dal collega Renato, uomo di altri tempi. Diego, tombeur de femmes con improvvisi problemi di disfunzione erettile, riesce alla fine a mettersi con la severa vicina di casa, una infermiera ed ecologista in favore delle balene della Groenlandia.
Couples breaking up and couples forming. Walter, volleyball coach turned-new father, has an affair with an attractive player on his team. Nicoletta, who works for a multinational, is cheated on by her husband, so she leaves him and goes to stay with her son Andrea, who shares a flat with flatmates, one of whom starts courting Nicoletta; she even tries plastic surgery, before being conquered by her colleague Renato, an old-fashioned gentleman. Diego, a womanizer, who unexpectedly has sexual problems, eventually gets together with his ‘frigid freak’ neighbour, a nurse and green activist fighting for the Greenland whales.
La quarantenne Nanà (Margherita Buy) vive a Firenze dove gestisce una piccola libreria insieme all’amica svampita Benedetta (Luciana Littizzetto). Oppressa da una famiglia ultraborghese e delusa da un grande amore finito male, Nanà vive sola con il gatto Marcel e un ospite invadente, uno squinternato filmmaker svedese accampato oramai da mesi nel suo salotto; inoltre dà ripetizioni a Leonardo, intrattabile adolescente moderno, figlio di Benedetta. Da troppo tempo single, Nanà non ha nessuna intenzione di dare una svolta alla propria esistenza. Non vuole arricchirsi affermandosi professionalmente e ha rinunciato a trovare l’uomo della sua vita, pur essendo segretamente innamorata del narcisissimo e avventuroso romanziere Bauer (Mohammad Bakri), che la sfrutta per piccole collaborazioni. Sarà in occasione del matrimonio della giovane sorella Beatrice (Francesca Inaudi), manager impiegata nell’azienda vinicola di famiglia, con il simpatico arrampicatore Alessandro (Fabio Volo), che Nanà dovrà stravolgere le proprie abitudini e distruggere ogni certezza. A partire all’organizzazione delle nozze, assurdamente affidata alla super-single Nanà allergica ai matrimoni, si dipanerà una serie irresistibile di esilaranti situazioni. Colpi di scena imprevisti e scoperte inaspettate porteranno Nanà ad aprire gli occhi sulla propria condizione e a desiderare di cambiarla.
Forty-year-old Nanà (Margherita Buy) lives in Florence, where she runs a small bookstore with her light-headed friend Benedetta (Luciana Littizzetto). Oppressed by her wealthy family, and disillusioned by an old, great love gone bad, Nanà lives alone with her cat Marcel and an intrusive guest, an eccentric Swedish filmmaker, who’s been camping out in her sitting room for months; he also gives support lessons to Leonardo, Benedetta’s unmanageable teenage son. Single for years, she has no intention of changing her life. She doesn’t want to get rich or famous through her work, and has given up looking for the man of her dreams, even though she’s secretly in love with the narcissistic and adventurous novelist Bauer (Mohammed Bakri), who exploits her for small jobs. But at the wedding of her young sister Beatrice (Francesca Inaudi), a manager in the family winemaking business, Nanà’s life is turned upside down and her certainties destroyed by nice rock-climber Alessandro (Fabio Volo). For some absurd reason, the super-single Nanà, allergic to weddings, is placed in charge of organising her sister’s, as a result of which a series of exhilarating situations ensue. Unexpected twists and turns, and surprising discoveries, lead Nanà to finally open her eyes on her condition and want to change it.
"Non farti mai dire dagli altri chi devi amare, e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre". È il monito che l'anziana nonna rivolge al nipote Tommaso rientrato a casa da Roma deciso ad affermare le proprie scelte personali anche a costo di scontrarsi con la famiglia. Quella di Tommaso, il figlio minore dei Cantone proprietari di un pastificio in Puglia, è una famiglia numerosa e stravagante. In casa c'è molta attesa per il suo ritorno: la nonna ribelle e intrappolata nel ricordo di un amore impossibile, la mamma Stefania, amorosa ma soffocata dalle convenzioni borghesi, il padre Vincenzo deluso nelle aspettative sui figli, la zia Luciana a dir poco eccentrica, la sorella Elena che rifugge un destino da casalinga, il fratello Antonio da affiancare nella nuova gestione del pastificio di famiglia. Insieme a loro Alba, la cui strada incrocia professionalmente quella dei Cantone. Non mancano però sorprendenti rivelazioni e colpi di scena. Ed anche per questo il soggiorno di Tommaso dovrà protrarsi ben più a lungo del previsto…
“Don’t ever let anyone else tell you who to love or who to hate. Always make your own mistakes”, says Tommaso’s elderly nan to him, when he returns home from Rome having resolved to come out to his family, even if this inevitably means stirring up a hornet’s nest. Tommaso is the youngest child in the large and very eccentric Cantone family, which owns and runs a pasta factory in Puglia. Everybody’s looking forward to his arrival: his disaffected grandmother, trapped by the memories of an impossible love, his mother Stefania, loving and caring, but shackled by too many bourgeois conventions, his father Vincenzo, disappointed by his children because he has set his expectations too high, his quirky aunt Luciana, his sister Elena, who wants to escape her destiny as a housewife, his brother Antonio, with whom he’s supposed to run the family business, after having settled down. Then there’s Alba, professionally related to the Cantone family. A series of surprising revelations and unexpected twists result in Tommaso staying for much longer than he’d bargained for…
La trentacinquenne ALICE vive in una bella villetta di Roma nord, ha un marito, un figlio di 9 anni e tre domestici extra-comunitari. La sua caratteristica principale è la superficialità ma annovera tra le sue qualità anche l’antipatia e il classismo. La sua vita sembra un sogno dorato ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e lei rimane sul lastrico con un debito fortissimo da saldare e con lo spauracchio che i servizi sociali le portino via il figlio.
A questo punto Alice e suo figlio FILIPPO lasciano i quartieri alti e sono costretti ad andare a vivere in periferia, nel palazzo del cameriere AZIZ. Bel trauma!
Alice deve inventarsi qualcosa per salvare la sua vita e quella del figlio e l’unico modo possibile per guadagnare molto denaro in poco tempo è fare il mestiere più antico del mondo. Si informa su internet e si fa dare una mano da una escort di professione: EVA, una trentenne bellissima apparentemente superficiale e cinica. Sarà lei a introdurre Alice nel mondo che conta. Alice avrà a che fare con artisti, politici, imprenditori, personaggi sportivi e tutta la vasta gamma di clienti tipici delle signorine d’alto bordo. Certo all’inizio è molto dura perché Alice, oltre a non essere sexy, è anche una vera imbranata e non ha proprio le caratteristiche per fare “il mestiere”, poi però la donna si tappa il naso e spinta dal bisogno si butta a capofitto nella sua missione.
Ma la storia racconta anche i percorsi delle brave persone, quelle che lottano onestamente per la dignità, che lavorano seriamente e che mandano avanti il paese. In particolare GIULIO, gestore di un Internet Point di fronte alla nuova casa di Alice, ha la fortuna/sfortuna di incontrare Alice. I due inizialmente si evitano perché troppo diversi ma poi cominciano ad apprezzarsi e si innamorano tra le strade di una periferia che ai loro occhi diventa sempre più allegra. Giulio è uno di sani principi che odia le bugie e l’ipocrisia. E’ normale quindi che andrà in crisi quando scoprirà che Alice fa la escort e gli ha raccontato un sacco di bugie. Il film non racconta solo le storie di Alice, Eva e Giulio ma è una storia corale, raccontata da tanti personaggi più o meno bizzarri che abitano nel quartiere. Un affresco di quell’Italia a due facce, piena di solidarietà ed amicizia e allo stesso tempo strabordante di contraddizioni.
C’è LIONELLO, portiere del palazzo, che sfoggia quel razzismo italico un pò qualunquista. E’ politicamente scorretto in tutto ciò che dice ed è il monumento al tipico italiano becero dal cuore d’oro.
Ci sono ENZO e TIZIANA, quarantenni sposati ma senza figli che fanno del buon vicinato una ragione di vita.
C’è AZIZ, cameriere pakistano dal cuore grande, l’unico che aiuta Alice nel momento peggiore.
C’è BIAGIO, che lavora nell’internet point e soffre per amore perché la sua fidanzata SOFIA l’ha tradito con un giocatore di rugby… peraltro neanche titolare.
C’è tutto un mondo di cinesi, cingalesi, indiani, magrebini, sudamericani… gli italiani di prima generazione, quelli che per fortuna ancora non possono permettersi di pagare 1.500 euro per passare una notte con una escort.
Alice è una donna piegata dalla vita, costretta ad accettare l’inaccettabile… nel suo piccolo è eroica. Una di quelle donne che vale la pena di raccontare.
Il film analizza in chiave comica la generazione del compromesso, quella che non ha scelta e deve prendere decisoni estreme per tirare a campare. Una fotografia divertente dell’Italia di oggi dove le notizie di attualità spesso superano incredibilmente ogni
immaginazione.
NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE è una commedia sentimentale ma anche una grande storia di amicizia e di solidarietà. Per ridere e per riflettere.
Thirty-five year old Alice lives in a nice villa in Rome. She has a husband, a nine year old son and three immigrant housekeepers. She’s shallow and her qualities also include a disagreeable personality and a great deal of snobbishness. Her life seems a beautiful dream, but it soon turns into a nightmare. Her husband, a bathroom-fittings dealer, unexpectedly dies in a car accident and leaves her penniless and in debt. On top of this, the social services might even take her son Filippo away from her. Alice and Filippo have to leave their home in a posh district and move to the outskirts, in the same building where their former servant Aziz lives. In this riches to rags tale, Alice needs to invent something to save herself and her son. She needs big money fast, and the only way is to start a career in the oldest trade on earth. So she starts researching the Internet, where she meets and befriends a professional escort, Eva, a beautiful 30-year-old, apparently shallow and cynical. Eva becomes Alice’s mentor and introduces her to her bigwig clients: artists, politicians, businessmen, sports pros and the full gamut of typical clients of high-society call-girls. At the beginning, of course, it’s very hard, not least because Alice, besides not being exactly what you would call sexy, is also awkward and clumsy, and has none of the typical traits appreciated in the “profession”. Nevertheless, she puts on a brave face and does the best she can, given her situation. The story is also about a number of good honest people, who struggle daily for dignity, who work hard and drive the country’s economy. In particular, Giulio, who runs an Internet Point opposite Alice’s new home, and who is lucky – or unlucky – enough to make her acquaintance. Initially, they avoid each other, given their opposite characters, but they gradually grow closer and closer and their friendship evolves into love, in the drab peripheral neighbourhood, which, in their eyes, becomes merrier and more colourful as time goes on. Giulio is a man of wholesome principles, who hates lies and hypocrisy, which, of course, doesn’t play out too well on his relationship with Alice, when he eventually discovers the line of work she’s in, and all the fibs she’s been telling him to keep him in the dark. But the film is not just about Alice, Eva and Giulio; it’s a choral film, with a host of other – more or less bizarre – characters who live in the neighbourhood. A portrait of a country where the best and the worst come together to form a rather contradictory society. There’s Lionello, the doorkeeper, a racist and a bigot, politically incorrect, but with a hear of gold. Then there’s Enzo and Tiziana, two childless forty-year-olds, wholeheartedly devoted to the mission of being good neighbours. Aziz, Alice’s Pakistani servant, and the only one who finds it in himself to help her at her time of need. The lovesick Biagio, who works in Giulio’s Internet point and is constantly moaning because his fiance, Sofia, has betrayed him with a rugby player. And a whole world of Chinese, Sri Lankan, Indian, North African and South American immigrants… first-generation Italians, who fortunately can’t yet afford to pay 1,500 euros for a night with an escort. Alice is a woman hard done by, by life and luck, obliged to accept what most people think is unacceptable… she’s a heroine of sorts. One of those women whose story deserves to be told. The film presents some serious topics in a comic vein; it’s about a generation forced into a life of compromise, and mostly rotten compromises, forced to take extreme decisions just to keep their heads above water. An entertaining picture of Italy today, where reality often definitely exceeds imagination. Escort in Love is a romantic comedy, but also a tale of friendship and solidarity. A film that makes you laugh and reflect.
NINE è un musical che racconta la vita del famoso regista Guido Contini alle prese con uno dei momenti più drammatici della sua ispirazione creativa. A complicare ulteriormente la situazione le numerose e bellissime donne che gli gravitano attorno: la moglie, il premio Oscar Marion Cotillard, l'amante, il premio Oscar Penelope Cruz, la sua musa creativa, il premio Oscar Nicole Kidman, la confidente e collaboratrice, il Premio Oscar Judi Dench, un'avvenente giornalista di moda, Kate Hudson, e la madre, il premio Oscar Sophia Loren.
NINE is a musical about the talented filmmaker Guido Contini who, at fifty, has developed writer’s block plunging him into despair. The dramatic situation is further complicated by the bevy of beautiful women who gravitate around him: his wife, played by the Academy Award winner Marion Cotillard, his mistress, played by another Academy Award winner Penelope Cruz, his leading lady, the Academy Award winner Nicole Kidman, his costume designer and confidant Lilli, the Academy Award winner Judi Dench, a fashion journalist from Vogue, Kate Hudson, and his mother, the Academy Award winner Sophia Loren.
Davanti alle teste mozzate dei leggendari banditi Capozzoli, promotori di una rivolta repressa nel sangue dall'esercito borbonico, Domenico, Salvatore e Angelo, poco più che adolescenti, giurano di consacrare la propria vita alla causa della libertà e dell'indipendenza dell’Italia. Qualche anno più tardi, abbandonato il Cilento, i tre giovani amici si affiliano alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, raggiungono Parigi, dove hanno modo di conoscere l'affascinante principessa Cristina di Belgiojoso, fervente patriota, ma anche paladina dei diritti delle donne e dell'istruzione del popolo, e infine partecipano al tentativo di assassinare Re Carlo Alberto e ai moti savoiardi del 1834. Il fallimento di entrambe le missioni marca una profonda crisi nei tre giovani patrioti, acuendo le differenze di classe che già in partenza rendevano diversi Angelo e Domenico, di ceto nobiliare, da Salvatore, umile figlio del popolo. Liberamente ispirato a vicende storiche realmente accadute e al romanzo di Anna Banti "Noi credevamo" edito da Mondadori.
Before the chopped-off heads of the Capozzoli bandits, who had led a revolt fiercely repressed by the Bourbon army, three young men from the south of Italy, little more than teenagers, Domenico, Salvatore and Angelo, vow to dedicate their lives to the cause of the freedom and independence of the Italian nation. Several years later, they decide to join Giuseppe Mazzini’s “Giovane Italia” association and move to Paris, where they make the acquaintance of the fascinating Princess Cristina di Belgiojoso, a fervent patriot, but also a champion of women’s rights and people’s education, and participate in the attempt to assassinate King Charles Albert and the Savoy Riots of 1834. The failure of both missions deeply affects the three young patriots, exacerbating the class differences that had always loomed over their friendship, between Angelo and Domenico, both from noble families, and Salvatore, of humble origin. The screenplay is based on actual events and freely inspired by Anna Banti’s novel “Noi credevamo” (We Believed), published by Mondadori.
Perché Cetto La Qualunque torna in Italia dopo una lunga latitanza all'estero? E’ stata una sua scelta? O qualcuno trama nell’ombra? Con lui arrivano anche una bella ragazza di colore ed una bambina di cui non riesce a ricordare il nome: la sua nuova famiglia. Al ritorno in patria Cetto ritrova il fidato braccio destro Pino e la famiglia di origine: la moglie Carmen e il figlio Melo. I vecchi amici lo informano che le sue proprietà sono minacciate da un’ inarrestabile ondata di legalità che sta invadendo la loro cittadina. Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un “pericoloso” paladino dei diritti. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze, non ha dubbi e decide di “salire in politica” per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare…
When Cetto La Qualunque unexpectedly returns home after many years abroad, hiding from the law, people start asking themselves questions. Why now? Was it his own choice? Or is there something going on behind the scenes? Anyway, he’s back, with his new family, his black girlfriend and their daughter, whose name he doesn’t even remember. Back home he reunites with his trusted right-hand man Pino, and his original family, consisting of his wife Carmen and his naïve son Melo. His old friends tell him that his business interests are threatened by a seemingly unstoppable wave of lawfulness that has swept into town. The imminent mayoral elections might even return his arch-enemy, Giovanni De Santis, a “dangerous” upstart campaigning on a law and order platform. Cetto, after much tormented reflection, in the company of various ladies of easy virtue, decides to enter the political arena to protect his …. hometown. May the election campaign begin!
L'esperto forense Hoffman nasconde un terribile segreto: è l'unico erede dell'Enigmista. Per difenderlo si mette a caccia di coloro che potrebbero rappresentare per lui una minaccia, ma l'agente Strahm sta mettendo insieme i pezzi del puzzle per risolvere il mistero e incastrare il killer.
Il capitano Colter Stevens, pilota di elicotteri e veterano della guerra in Afghanistan, si risveglia su un treno di pendolari senza avere la minima idea di dove si trovi. Di fronte a lui Christina, una bella ragazza che lo conosce ma che lui non riconosce affatto. In tasca (e nello specchio) l'identità di un giovane insegnante di nome Sean Fentress. Poi l'esplosione, che squarcia il convoglio. Ma Colter non è morto, da un monitor un ufficiale donna lo informa che dovrà tornare sul treno per identificare l'attentatore e prevenire un successivo, più micidiale attacco. Ogni volta che farà ritorno sul treno avrà solo 8 minuti a disposizione. Di più non gli è dato sapere, la missione è top-secret, il suo nome: "Source Code".
Frank (Johnny Depp) è un turista americano che si trova in vacanza in Italia per lasciare alle spalle un passato di sofferenze amorose, ma mai avrebbe potuto immaginare che questo viaggio avrebbe sconvolto la sua vita. Tutto inizia quando conosce Elise (Angelina Jolie), donna travolgente e misteriosa, e ne resta folgorato. Ma l’incontro è tutt’altro che casuale e, inseguendo una potenziale storia d’amore, Frank si troverà presto invischiato e travolto in una spirale di intrighi e pericoli, sullo sfondo di una Venezia mozzafiato. Il film è scritto dagli sceneggiatori Julian Fellowes (premio Oscar® per “Gosford Park,” “The Young Victoria”), Christopher McQuarrie (Oscar® per “I soliti sospetti”, “Operazione Valchiria”), e Jeffrey Nachmanoff (“The Day After Tomorrow”). Angelina Jolie è stata candidata agli Oscar® per la sua interpretazione nel film di Clint Eastwood “Changeling” ed ha vinto l’Oscar® come Migliore Attrice non Protagonista per il film “Ragazze interrotte”. Il ruolo di Mariane Pearl in “A Mighty Heart- Un Cuore Grande” le è valsa le candidature al Golden Globe ed allo Spirit Award. La Jolie è Ambasciatrice di Buona Volontà per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, carica che ricopre dal 2001. Johnny Depp, tre volte candidato all’Oscar® per l’interpretazione ne “Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna,” “Neverland- Un sogno per la vita” e “Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street”, è stato recentemente il Cappellaio Matto in “Alice in Wonderland". E’ anche protagonista del lungometraggio di prossima uscita della GK Films “The Rum Diary” . Tra i film recenti, “Parnassus: l’uomo che voleva ingannare il diavolo” di Terry Gilliam e “Nemico pubblico -Public Enemies” di Michael Mann nel ruolo del leggendario John Dillinger. Fra gli altri interpreti di THE TOURIST Rufus Sewell e Paul Bettany e fra gli italiani Christian De Sica, Neri Marcoré, Nino Frassica.
Ogni mattina, spingendo la sedia a rotelle della madre, Maurizio raggiunge il suo chiosco sulla spiaggia dove tanta gente viene a godersi il meritato riposo settimanale. C’è chi ci capita per caso, chi ci viene ogni anno e c’è chi giura che “questa sarà l’ultima volta”. Maurizio, il proprietario, con tutto il suo daffare deve anche accudire la madre, l’anziana arcigna e capricciosa che lo comanda a bacchetta. Fonte principale del suo guadagno è il pesce fresco, in realtà di dubbia provenienza. Al chioschetto si beve, si mangia, si fanno quattro chiacchiere con gli sconosciuti, si ammirano le belle ragazze, si sogna e ci si arrabbia. Oppure invece niente, si sta lì, in panciolle a godersi una bella giornata. Si affittano ombrelloni e sdraio, nel prezzo sono compresi anche colazione e pranzo. È un via vai di gente che si scotta al sole, uomini, donne, tipi strani. Di sera poi il chiosco si svuota e si trasforma totalmente. I bagnanti se ne vanno mentre un po’ alla volta si accendono candele, tovaglie bianche vengono stese ai tavoli, volteggiano eleganti camerieri ed il chioschetto si tramuta in un ristorante di classe, Chez Maurice…
Every morning Maurizio, pushing his mother’s wheelchair, opens his kiosk on the beach, where many people go to relax and enjoy the sea. There are newcomers, returning holidaymakers and people who swear that “this is the last time”. Maurizio, the owner, has a lot on his hands, taking care of his dour and capricious mother, who has him under her thumb. The main attraction of his kiosk is the fresh fish, touted as such but actually of doubtful origin. People go there to drink, to eat, to chin-wag, to admire the goodlooking girls, dream and get cross. Or else just to do nothing, to lounge about and just enjoy the nice summer’s day. He rents out beach umbrellas and sunbeds, the price including breakfast and lunch. People come and go, men, women, some weird types too. In the evening there’s a whole different set of punters, the daytime bathers go home, the tables get white tablecloths and candles, smart waiters appear and the kiosk is transformed as if by magic into a classy restaurant, Chez Maurice…
Lino, un esperto giornalista sportivo de Il messaggero e commentatore sportivo Rai, è sposato da molti anni con Francesca, un'insegnante universitaria di filologia romanza. Il loro è un rapporto consolidato che ha superato non poche difficoltà tra le quali il sofferto mancato arrivo di un figlio. Proprio quando sembrano aver trovato un loro equilibrio di coppia, Lino inizia ad accusare gli effetti debilitanti e degenerativi del morbo di Alzheimer. La malattia scombussola molto la relazione tra i due con Francesca che, mossa da amorevoli sentimenti, si ritrova tra mille dubbi ed angosce a dover trattare come un figlio piccolo il proprio marito pur di stargli vicino ed evitargli la sofferenza del ricovero.
Rosario Russo è un uomo che ha dovuto abbandonare la sua terra per rifarsi una vita come ristoratore, con un’altra identità, un’altra famiglia, in un altro paese, la Germania. La sua vita scorre serena con la moglie Renate, il bimbo avuto da lei Mathias e un aiuto cuoco, Renato, che è anche un amico. Un giorno di febbraio tutto cambia. Nel ristorante arrivano due ragazzi italiani: il primo si chiama Edoardo ed è il figlio di Mario Fiore, capo di una delle più potenti famiglie di camorra, l’altro è Diego in cui Russo riconosce subito suo figlio. E la vita tranquilla di Rosario Russo prende una piega imprevedibile e drammatica.

