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  • 1960

    Estate 1959. La voce di un adulto rievoca quei giorni in cui lui era un bambino del sud che non conosceva nulla. Il ricordo di quell’estate è ancora vivo nella sua memoria: l’ultima trascorsa con il fratello Rosario, prima di trasferirsi a Milano. Tra i due si è instaurato poi un rapporto epistolare ma dalle lettere che arrivavano dal nord Rosario appariva cambiato, sembrava avesse dimenticato la promessa di matrimonio fatta a Rosalba, la ragazza del paese che lo aspettava. La famiglia decide così di partire per riportare il figlio a casa. Inizia un lungo viaggio attraverso l’Italia del boom economico che li porterà alla scoperta della verità. L'intero racconto è affidato alle immagini delle Teche Rai. La voce narrante è di Giuseppe Cederna.

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  • A partire da una nuova traduzione dell’ Antigone di Sofocle curata dal filosofo Massimo Cacciari, il film affronta il tema sempre attuale del conflitto fra una morale individuale e l’etica dello Stato. I due protagonisti, Creonte ed Antigone, e le opposte tesi che sostengono, diventano un modo per parlare della politica odierna. Se Antigone afferma che l’agire politico rientra nella sfera della moralità, Creonte difende il principio della ragion di Stato, da cui “l’obbligo supremo del cittadino è quello di ubbidire sempre alla legge”.

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  • Famosa per aver partecipato alla stesura di numerosi capolavori del cinema italiano ed internazionale, Suso conversa piacevolmente con la nipote Margherita nel salotto dell'amata casa di Castiglioncello e, raccontando gli incontri con i registi, gli attori e gli intellettuali, ci parla di sè e della sua vita di figlia, di moglie, di madre, di donna. In più di 50 anni di carriera, Suso Cecchi d'Amico stringe in particolare un forte sodalizio con Luchino Visconti e Mario Monicelli. Tra le sue sceneggiature ricordiamo quelle di Ladri di biciclette, I soliti ignoti, Casanova '70, Speriamo che sia femmina, Bellissima, Senso, Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo, Ludwig, Vacanze romane.

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  • Bellissime II

    Immagini d’archivio, spezzoni di film, fotografie, canzoni e voci femminili che percorrono “dalla parte di lei”, le vicende storiche che hanno segnato il nostro Novecento. Un secolo di immagini che, soprattutto in questa Seconda Parte, (dagli anni Sessanta ad oggi) vedono la donna molto spesso protagonista: dalle prime “ragazze madri” orgogliose della loro “irregolarità” coniugale, alle adolescenti in minigonna, fino alle piazze occupate dalle manifestazioni femministe degli anni settanta, per arrivare al nostro presente.

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  • Berlino - La mutante

    Berlino rappresenta la quintessenza della modernità: una modernità rattoppata e dinamica, ma soprattutto “adulta”, perché ci espone interamente i suoi traumi, anche quando vorrebbe nasconderli. Una memoria che vive nel presente, come dice Walter Benjamin. Sia la memoria volontaria dei suoi “tatuaggi”- tracce e segni voluti: dallo Judisches Museum di Daniel Libeskind (2001) al Checkpoint Charlie con il Museo del Muro, dal labirintico Monumento all’Olocausto ai 100 dipinti murali della East Side Gallery - sia la memoria involontaria delle sue indelebili “cicatrici” - la striscia che testimonia del Muro, la chiesa della commemorazione Kaiser Wilhelm Gedächtniskiche. Berlino è il compendio del Novecento, delle sue utopie andate a male, delle sue speranze e dei suoi orrori: avanguardie e rivoluzione spartachista, Bauhaus e Cabaret, nazismo e Olocausto, la politica-spettacolo delle parate e il grigiore del socialismo reale, il discorso di Kennedy e il ’68 di Rudi Dutschke. Oggi è laboratorio e cantiere, vetrina di pulsioni, progetti urbanistici, ricerche culturali ed espressive vertiginose che investono ogni disciplina. La nuova Berlino non è una porta qualsiasi, ma la porta attraverso cui tutti dobbiamo passare. La sua è una lezione di radicalità e trasparenza. Da una parte ha vissuto fino in fondo le passioni del Novecento, anche quelle più autodistruttive, dall’altra ha accettato di mostrare il suo corpo, benché dolorante, facendone la premessa di qualsiasi auspicabile “salute”.

    Il regista:
    ANDREA DE FUSCO E’ nato a Roma nel 1990.Vive tra Roma e Parigi, dove sta per conseguire il diploma presso l’ESRA, la Scuola Superiore di Realizzazione Audiovisiva.

    Cortometraggi: “Dinner a trois” (2010) “Wild side” (2008)

    Gli Autori:
    DORA ALBANESE Nata a Matera nel 1985, dal 2004 vive e lavora a Roma. Dopo studi di antropologia, ha pubblicato racconti su riviste e quotidiani. La sua opera prima, Non dire madre (Hacca, 2009), raccolta di racconti sul tema della maternità, è stata premiata nel 2010 al Festivaletteratura di Mantova nella sezione Scritture Giovani. In virtù di questo riconoscimento, ha rappresentato l’Italia al Festival di Letteratura Internazionale di Berlino e del Galles. Attualmente collabora con Rai Uno e ha in preparazione il suo primo romanzo per Rizzoli.

    FILIPPO LA PORTA Nato a Roma nel 1952, è saggista e critico letterario per numerose testate, tra cui il Corriere della Sera, Il Messaggero, RadioTre. Tra le sue numerose pubblicazioni: La nuova narrativa italiana (Bollati Boringhieri, 1995 e 1999), Non c’è problema. Divagazioni morali su modi di dire e frasi fatte (Feltrinelli, 1997), Manuale di scrittura creativa (Minimum Fax, 1999). Il suo ultimo libro è Meno letteratura, per favore (Bollati Boringhieri 2010).

    Musiche:
    FRANCESCO GAZZARA Nato a Roma nel 1967. E’ un compositore di musiche per il cinema e la TV dalla metà degli anni ‘90.

    Colonne sonore: “Mediterraneo: una nuova frontiera” (2010 – M. Panici) “Alessandra, la forza di un sorriso” (2010 – F. Muci) “Siamo tutti vecchi” (2010 – F. Muci) “Verso il Santo Sepolcro” (2009 – L. Archibugi) “Tessere di pace in Medio Oriente” (2008 – L. Archibugi) “Segretario particolare” (2007 – N. Molino) “Bianco e nero” (2007 – C. Comencini) “Un sogno afghano (2007 – C.A. Pinelli) “Controvento” (2000 – P. Del Monte) “Donne di mafia” (2000 – G. Ferrara)

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  • Checosamanca

    Sette storie rappresentative dell’Italia di oggi, dall’inquinamento delle fabbriche del settentrione allo scandaloso contrabbando dell’acqua nel Salento

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  • Il film intreccia le testimonianze di un ex soldato israeliano e di un militante palestinese che da bambini non hanno vissuto un’infanzia normale ma sono cresciuti nell’odio reciproco. Dopo l’ultima Intifada hanno deciso di rinunciare alla guerra come strumento di lotta e di scegliere la pace come unica soluzione.

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  • La storia degli ultimi cinquant’anni del nostro paese, osservandone trasformazioni e mutamenti sociali, politici e di costume, attraverso un’ottica tutta alimentare, per mezzo dell’indagine delle abitudini culinarie degli italiani nel corso dei decenni. Il racconto procede su un doppio binario: quello privato della storia della famiglia di una delle autrici, e quello pubblico, che ha a che fare con mode alimentari, abitudini sociali, progressiva diffusione di elettrodomestici; partendo dalla fame del dopoguerra e arrivando fino a oggi, al cibo come piacere, scelta, culto, moda.

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  • Deserto rosa - Luigi Ghirri

    L'estremo progetto di Luigi Ghirri, mai realizzato, era una "casa delle stagioni": acquistare un casolare, che compare nelle ultime opere del fotografo, nei pressi della sua casa di Roncocesi, e allestirvi mostre legate, ciascuna, alla stagione corrente, per creare una stretta relazione tra tempo naturale, tempo dell'arte, tempo dell’uomo. In 'Deserto rosa' un occhio, sporgendosi oltre la finestra della casa di Ghirri a Roncocesi, torna a visitare i paesaggi fotografati in cui la presenza umana sembra essere appena svanita, mancata di un soffio dallo sguardo che la cercava. Una voce, quella di Aleksandr Sokurov / Toni Servillo, affronta di nuovo, come fosse quella di Luigi Ghirri, un corpo a corpo con la profondità, la geometricità, la malinconia di quelle immagini. I paesaggi tornano ad animarsi, prendono voce, attraverso le musiche originali composte da Franco Battiato. Attraversano i paesaggi di Luigi Ghirri, gli attori Andrea Renzi e Sabrina Colle.

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  • Domani torno a casa

    Domani torno a casa, vuole raccontare senza pietismi e luoghi comuni l'attività di Emergency. La sua realizzazione ha richiesto oltre due anni tra riprese, montaggio e finalizzazione. Due anni passati tra Khartoum e Kabul, tra il nuovo centro cardiochirurgico sudanese e il centro chirurgico della capitale afgana, dove si sono svolte le vicende emblematiche dei due piccoli protagonisti, Yagoub e Murtaza. Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca. Entrambi, in maniera diversa, vittime di guerra.

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  • L’amicizia tra due ragazzi non ancora adolescenti costretti a diventare adulti troppo in fretta: Enrique, cercatore d’oro di 14 anni, in fuga dalla povertà e da una vita senza prospettive, e Mario, un bambino di strada, capace di muoversi con insolente padronanza per le vie di Managua, in Nicaragua

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  • Gerusalemme - La Santa

    Il viaggio a Gerusalemme degli scrittori Franco Scaglia e Andrea Di Consoli è un documentario sentimentale e storico alla ricerca delle “porte” della Città Santa: non solo delle sette porte reali, di pietra, che introducono il viaggiatore e il pellegrino all’interno della città (Porta di Giaffa, Lion’s Gate, Porta dei magrebini, Porta di Damasco, Porta di Sion, Porta Nuova e Porta di Erode), ma anche di una simbolica e altamente significativa “ottava porta”, porta d’ingresso alla memoria dell’orrore dell’Olocausto. Scaglia e Di Consoli, attraverso queste porte, raccontano le mille facce di Gerusalemme: città-groviglio cara agli ebrei, ai cristiani, ai musulmani, agli armeni, agli archeologi e ai teologi di tutto il mondo. Una città, Gerusalemme, dove in pochi chilometri si è svolta gran parte della lunga e complicata vicenda religiosa dell’umanità: la costruzione e la distruzione del Tempio, la dolorosa ascesa al Golgota di Gesù, il viaggio onirico e mistico di Maometto. Nel documentario emergono in tutto il loro splendore i colori cangianti della città: più tenui e miti quelli del quartiere cristiano, più colorati e corali quelli del quartiere arabo, più tesi e raccolti quelli del quartiere ebraico. Una città stratificata, dalle mille contraddizioni, in cui convivono faticosamente il nuovo muro d’Israele e il suk festoso, la preghiera al Muro del Pianto e la preghiera verso La Mecca nella moschea di Al-Aqsa, la corsa rapida degli ebrei sulla “via dei tetti” e la custodia dei luoghi santi del martirio di Gesù. Una città, quella raccontata da Scaglia e da Di Consoli, struggente e affascinante, ma anche feroce, e colma di memorie gloriose e insanguinate.

    Il regista:
    FRANCESCA MUCI

    Francesca Muci, nata a Nardò il 25 maggio 1973, è scrittrice, sceneggiatrice e regista. In veste di co-sceneggiatrice, ha realizzato i documentari “Tessere di Pace in Medio Oriente” per la regia di Luca Archibugi e “L’Oro di Cuba” di Giuliano Montaldo.

    Filmografia:
    “Viaggi in Terrasanta” (2011)
    “ I monti di Gesù” (2011)
    “Gesù e la Maddalena” (2011)
    "Viaggio in Terrasanta" (2010)
    "Alessandra, la forza di un sorriso" (2010)
    "L'Italia del Nostro Scontento” (2009)
    “Siamo tutti vecchi" (2009)

    Gli Autori:
    FRANCO SCAGLIA

    Nato a Camogli nel 1944, è giornalista e autore di commedie, saggi e romanzi. Dirigente Rai di lungo corso, ha vinto il SuperCampiello nel 2002 con Il custode dell'acqua (Piemme), primo capitolo di una trilogia ambientata in Terrasanta (seguono Il gabbiano di sale e L’oro di Mosè). Con Monsignor Vincenzo Paglia ha scritto In cerca dell’anima. Dialogo su un’Italia che ha smarrito se stessa (Piemme 2010) e Cercando Gesù, in uscita nel 2012. Dal 2004 è Presidente di Rai Cinema, dal 2010 è Presidente del Teatro di Roma. Il suo ultimo romanzo è Luce degli occhi miei (Piemme, 2010).

    ANDREA DI CONSOLI
    Nato a Uster (Zurigo) nel 1976, dal 1987 al 1996 ha vissuto in Lucania e dal 1996 vive a Roma, dove lavora come critico letterario, editorialista e reporter per vari quotidiani nazionali e per la Rai. Tra le sue pubblicazioni: il saggio Le due Napoli di Domenico Rea (Unicopli, 2002), l'inchiesta La commorienza. La misteriosa morte dei fidanzatini di Policoro (Marsilio, 2010), la raccolta di poesie Discoteca (Palomar, 2003) e i romanzi Il padre degli animali (Rizzoli, 2007) e La curva della notte (Rizzoli, 2008).

    Musiche:
    FRANCESCO GAZZARA

    Nato a Roma nel 1967. E’ un compositore di musiche per il cinema e la TV dalla metà degli anni ‘90.

    Colonne sonore:
    “Mediterraneo: una nuova frontiera” (2010 – M. Panici)
    “Alessandra, la forza di un sorriso” (2010 – F. Muci)
    “Siamo tutti vecchi” (2010 – F. Muci)
    “Verso il Santo Sepolcro” (2009 – L. Archibugi)
    “Tessere di pace in Medio Oriente” (2008 – L. Archibugi)
    “Segretario particolare” (2007 – N. Molino)
    “Bianco e nero” (2007 – C. Comencini)
    “Un sogno afghano (2007 – C.A. Pinelli)
    “Controvento” (2000 – P. Del Monte)
    “Donne di mafia” (2000 – G. Ferrara)

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  • Il mio paese

    Un lungo viaggio compiuto attraverso la penisola, dalla Sicilia di Gela e Termini Imerese fino a Porto Marghera. Le contraddizioni e le domande di un Paese in difficoltà, che sta tuttavia cambiando pelle: assieme all’Italia del declino emerge quella della riconversione, di una nuova trasformazione. Uno sguardo sulla presente crisi economica e sociale, che solleva domande estremamente attuali e dà voce a una realtà del Paese troppo spesso trascurata dai grandi mezzi di comunicazione di massa.

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  • Martin Scorsese ritorna a raccontare il suo cinema italiano analizzando quelle opere che negli anni ’60 e ’70 lo accompagnarono e lo stimolarono nei suoi studi accademici. In quattro ore Scorsese, con il suo tipico entusiasmo e con la sua forza espressiva, ci accompagnerà nell’analisi di una trentina di film del nostro cinema.

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  • Il piccolo

    “Che cosa possiamo fare noi gente di teatro? Alla mortificazione di non poter opporre, in momenti simili, un qualsiasi gesto utile, di fronte alla dolorosa impotenza del teatro, o più ampiamente dell'arte, di fronte alla violenza e alla follia, l'artista può solo sforzarsi di continuare a fare bene il proprio lavoro” Questa riflessione di Strehler, scritta in occasione della strage di Piazza Fontana ha dato il via all’idea di questo film sul Piccolo Teatro di Milano la cui storia si completa con le vicende della città che lo ospita. Tutto ha inizio con la ristrutturazione del teatro di via Rovello. Un cantiere multietnico. Un’atmosfera da set di Tarkovskji. Nella vecchia sala aleggiano i fantasmi. E se fosse un racconto gotico? Si dice sempre che il teatro è pieno di ectoplasmi, ma lì, tra i buchi di Fontana, sono visibili e ci portano memorie straordinarie. Un refolo d’aria scuote il cellophane sul palco, un raggio di sole sembra renderlo incandescente…sta di fatto che su quel telo, affiorano strane ombre in movimento. E’ Marcello Moretti quell’Arlecchino? E quello con la bicicletta non è forse l’acquaiolo del Sezuan? E gli altri alle sue spalle, chi sono? Il cellophane non ci permette di capire…ma le ombre si muovono, danzano, recitano, volano perfino…E’ l’inizio di una magia, di uno svelarsi del mistero teatrale che ci porterà avanti e indietro nel tempo

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  • In fabbrica

    Una storia di volti, di facce operaie, un ritratto umano delle persone che hanno popolato e popolano le fabbriche italiane. E' un omaggio al loro lavoro, ai loro gesti, alla loro professionalità. E' un mosaico di voci, di dialetti, un ritratto della grande e della piccola fabbrica che insieme ci restituiscono un'immagine dell'Italia. La narrazione è affidata alla voce degli operai, sono loro a raccontare il proprio lavoro, le aspirazioni, le sconfitte, le speranze. Il racconto è formato da interviste d'epoca, tratte dagli archivi Rai e Aamod, e da testimonianze dirette raccolte in una fabbrica di oggi. Dall'Italia contadina a quella del miracolo economico, dalle lotte dell'autunno caldo ai 35 giorni di sciopero serrato alla Fiat, fino ai giorni nostri attraverso i volti e le voci operaie.

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  • Istanbul - La sublime

    Se parliamo di città-porta, Istanbul lo è per eccellenza: è la Porta d'Oriente. Istanbul, Costantinopoli e, prima ancora Bisanzio, è la città più cosmopolita d'Europa, anche se la Turchia, almeno politicamente, non ne fa parte e le tentazioni fondamentaliste, negli ultimi anni, si sono fatte più forti. A Istanbul la situazione è diversa. Qui si mescolano tradizione e innovazione, storia e avanguardia, antico e moderno. Fin dal 1985, i quartieri storici di Istanbul fanno parte della lista dell’ Unesco come Patrimoni dell'Umanità.
    La città è a cavallo tra due continenti, Europa e Asia, sulle rive del Bosforo, dove le acque del Mar Nero si uniscono con quelle del Mar di Marmara. Questa posizione rappresenta la ragione della sua esistenza e della sua potenza, di cui, naturalmente, conserva preziose testimonianze, essendo stata capitale di tre imperi. Ma la Istanbul di oggi, quella che è passata da meno di un milione di abitanti a ben tredici milioni, è sorta in una dimensione parallela, fra multinazionali, gallerie d'arte, boutique; l'una non ostacola l'altra, il turismo non è mordi e fuggi, ma motivato e radicato. Molti europei acquistano casa sul Bosforo, una tendenza che si può paragonare alla fuga verso Barcellona, caratteristica degli anni ‘90. Istanbul viene vista come città-stato, città-continente, una sorta di New York. E’ un luogo nel quale Oriente e Occidente trovano quella conciliazione e quella convivenza, che sarebbe impossibile altrove. Il documentario contiene interviste al Premio Nobel Orhan Pamuk; a Gonul Paksoy, nel suo atelier di gioielli che si ispirano ai fasti dell'antico impero (caftani ricamati e capispalla realizzati con stoffe antiche); a Seda Domenic, direttore di Vogue Turchia; a Serra Yilmaz, figlia di una grande famiglia dell'aristocrazia laica, che vive fra Parigi e Istanbul, attrice di teatro e cinema, nonché icona di Ferzan Ozpetek e, infine, a Zeynep Fadıllıoğlu, anch’essa figlia di una delle più grandi famiglie dell'aristocrazia laica di Istanbul.
    Zeynep Fadıllıoğlu è uno dei più apprezzati architetti turchi, conosciuta a livello internazionale soprattutto dopo il successo del Chintamani, un ristorante da lei disegnato e inaugurato a Londra nel 2002. Insieme ad alcuni colleghi e creativi, ha fondato lo Studio ZF Design, specializzato nell'ideazione di alberghi, ristoranti e night club. La loro mission è creare ponti culturali tra Oriente e Occidente.
    Dalle riviste di architettura il nome di Fadıllıoğlu è passato sui quotidiani internazionali, per aver realizzato la grande Moschea di Şakirin, la prima al mondo ideata da una donna.

    Il Regista:
    MONICA ONORE

    Nata a Milano nel 1967. E’ autrice, conduttrice, inviata e ideatrice di diversi programmi in diretta. Programmi TV:
    “Kattive compagnie”
    “Sei in spiaggia” (inviata)
    “Giovani e Lavoro” (autrice e conduttrice)
    “Zona Reporter e Diretta News”

    Gli Autori:
    MARIA GIOVANNA MAGLIE

    Nata a Venezia nel 1952, giornalista, opinionista e scrittrice. Noto volto televisivo Rai dal Medio Oriente e dagli Usa, ha lavorato per Radio Radicale e Radio 24, Il Foglio, Il Giornale ed è stata vicedirettore di News. Attualmente collabora con il quotidiano Libero. Ha scritto Presidente Clinton (1992), Vendetta di Stato (1996) e la biografia Oriana. Incontri e passioni di una grande italiana (Mondadori 2002 e 2006). CARLO SPALLINO
    Nato a Palermo nel 1974, ama Selinunte ma vive a Roma. Architetto, designer di gioielli, pittore, cucina per educazione familiare e per passione, divulgando le sue ricette preferite on line sulla testata Totalità.it. Attualmente si occupa di architettura d’interni.

    Musiche:
    ANDREA BANDEL

    Nato a Venezia nel 1966, vive e lavora a Milano. Collabora con Pino Donaggio arrangiando e scrivendo brani di colonne sonore di vari film. Ha al suo attivo tre album: “Music for third millennium” (2003), “Musical frames” (2011) e “Life”, di prossima pubblicazione.

    Colonne sonore:
    “Trasgredire” (2000 – T. Brass)
    ”Racket” (1996 - Luigi Perelli)
    “La chance” (1994 – A. Lado)
    “Segreto di Stato” (1994 – G. Ferrara)
    “Trauma” (1993 – D. Argento)
    “Così fan Tutte” (1992 –T. Brass)

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  • L'Italia del nostro scontento - Verde Bianco  Rosso

    La sezione dedicata all’”Ambiente” è affrontata da Elisa Fuksas. Si tratta di un viaggio attraverso il nostro paese: la gente che lo abita, le sue storie e le sue opere, tutto questo per raccontare come negli ultimi cinquant’anni l’Italia si sia trasformata. Come il costume sociale, l’incremento demografico, lo sviluppo industriale, l’abitudine all’abusivismo, i piani edilizi scellerati, che oggi potrebbero drammaticamente trovare nuovo vigore nelle ultime proposte del governo, abbiano inciso sull’ambiente fisico dell’Italia e di conseguenza, sulla sua gente. Il capitolo “Giovani” affrontato da Francesca Muci, ci porta in giro per l’Italia, alla scoperta dei profili più disparati, con lo scopo di scattare una fotografia che colga lo spirito del tempo. Proveremo a vedere l’Italia attraverso gli occhi dei suoi giovani inquilini, con il supporto delle domande che volta per volta verranno poste, nella speranza di creare un dibattito aperto. In questo modo forse riusciremo a conoscere meglio il nostro Paese attraverso le parole, i gesti e gli sguardi di chi lo vive quotidianamente. Il capitolo "Politica", che vede alla regia Lucrezia Le Moli, vuole fare il punto su alcune realtà e contraddizioni del nostro tempo, intervistando e confrontandosi con persone qualunque ma appassionate, e poi con rappresentanti della cosiddetta "società civile". Gente comune e professionisti, studiosi e studenti, lavoratori e disoccupati chiamati a rispondere ad una serie di domande per capire di cosa parliamo quando parliamo di politica.

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  • Appartato nella vita come nelle manifestazioni artistiche, nonostante la presenza incessante, come autore ed attore, negli spettacoli più rappresentativi dell’Italia del secondo dopoguerra, Luciano Salce è stato quasi sempre un passo più in qua (o più in là) rispetto ai suoi tempi. Emigrato in Brasile a mettere in scena commedie di Anouilh e Campanile, mentre in Italia vigeva il neorealismo; ha proposto, con il gruppo dei Gobbi, un moderno modo di fare cabaret nei tempi in cui imperavano il teatro di varietà, di rivista e d’avanspettacolo; s’è rivolto alla televisione quando questo mezzo di comunicazione era ancora visto dagli intellettuali come un modo d’espressione subalterno; conversatore pettegolo ed impagabile, s’è divertito a giocare con la radio, quando cinema e televisione avevano già sommerso le sue funzioni amplificatrici. Anche nel cinema, dove pure può essere considerato uno dei maestri della commedia all’italiana, ha avuto difficoltà a fare accettare il suo spirito anarchico, acuminato e staffilante, la volontà di satireggiare su tutto: spesso tacciato di qualunquismo, sovente incompreso, mai apprezzato per l’eleganza e la modernità del suo linguaggio espressivo. Oltre quarant’anni passati sui palcoscenici teatrali, dentro schermi cinematografici e televisivi, dietro il gracchiare dei canali radiofonici, senza mai dimenticare la passione per la scrittura, drammaturgica e narrativa: non con l’esuberanza del mattatore, ma con la ritrosia timida e pungente di un uomo che ha saputo fare del suo profilo sghembo una maschera artistica caustica e ben riconoscibile.

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  • L’oro di Cuba

    La Rivoluzione cubana compie cinquant’anni. Cinquant’anni di storia, di miti e sfide di un Paese che ha influenzato la politica e la cultura di tutto il mondo, diventando per molti il simbolo della rivolta contro il capitalismo. Un Paese ricco di contraddizioni, ma che da sempre esercita un grande fascino per la sua forte identità politica e culturale. “L’oro di Cuba” vuole andare a fondo e ricostruire i momenti più esaltanti e quelli più drammatici della storia dell’isola caraibica. Ma vuole analizzare anche il presente attraverso le testimonianze raccolte tra tanti giovani che raccontano le loro speranze, le loro opinioni, le aspettative e i sogni, provando a immaginare il futuro che attende questo piccolo Paese dalla grande storia. “L’oro di Cuba” è lo sguardo d’autore di Giuliano Montaldo nell’anima di Cuba

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  • La questione nucleare

    Erica, 21 anni, inizia a studiare per un documentario sul nucleare, assegnatole come tesi di laurea del quale conosce poco o niente. Prova col chiedere consiglio a Federico, suo cugino e fisico-ricercatore dell’Università La Sapienza, che la guida in questo lungo viaggio verso il delicato e controverso tema dell’ “Energia Nucleare”: dalla storia del referendum del 1987 in Italia alle interviste dei maggiori accademici italiani nel campo della Fisica come il Prof. Carlo Bernardini ed il Prof. Giorgio Parisi. Il primo è favorevole all’uso del nucleare, il secondo contrario. Erica muove i suoi primi passi partendo proprio dal dipartimento di Fisica della “Sapienza” di Roma, incontra personaggi di spicco in ogni campo, ambientalisti, economisti, medici, premi Nobel, uomini di governo. Un viaggio che la porta nelle centrali nucleari e che la fa riflettere sul perché dovremmo “sforzarci per vivere in un mondo che si adatti all’ambiente e non il contrario”. Tornata a Roma, nella sua casa sul Tevere, pensa e riflette sul nucleare, su tutte quelle opinioni, così diverse tra loro, su tutti i volti incontrati ed inizia a scrivere la tesi sulla “Questione Nucleare”.

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  • La strada di Levi

    Primo Levi partì alla fine del febbraio 1945 dal läger di Auschwitz liberato il 27 gennaio. Gli furono necessari otto mesi, 6000 km, giri tortuosi e molti ritardi per tornare a casa, a Torino, attraverso l’Europa dell’Est. Il tutto lo racconta nel suo libro La tregua (1963) da cui Francesco Rosi trarrà un film nel 1997. Sessant’anni dopo Davide Ferrario e lo scrittore Marco Belpoliti ripercorrono lo stesso itinerario. Abile confronto nel Viaggio tra l’Europa postcomunista di oggi e quella di allora. A un prologo newyorchese si susseguono 8 capitoli su montaggio di Claudio Cormio: Il lavoro (Polonia), L’identità (Ucraina), Un mondo a parte (Bielorussia), La peste (Ucraina 2), L’emigrazione (Moldavia), Nuovi orizzonti (Romania), La nuova vecchia Europa (da Budapest a Monaco di Baviera), La prova (Italia). Sono, in fondo, otto documentari in uno. Belpoliti, curatore delle opere di Levi, è il vero ispiratore, compagno di Viaggio di Ferrario e suo complice intellettuale nel film. Commovente il ricordo di Levi da parte di Mario Rigoni Stern. Girato in pellicola e in digitale, anche con materiale di repertorio (cinegiornali, Ejzenštejn e lo stesso Levi nel 1982, nel suo “storico” ritorno ad Auschwitz). Negli extra del DVD distribuito da 01 un contributo di Andrzej Wajda, regista importante e caposcuola del cinema polacco.

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  • Le ferie di Licu

    Licu è un immigrato regolare del Bangladesh che lavora nella Capitale: nonostante i duri orari di lavoro, non si lamenta e vive da “romano”, tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il miglior italiano possibile. D’un tratto però, si trova a dover tornare in patria per celebrare un matrimonio combinato, usanza tipica e radicata nella cultura e nelle tradizioni del suo paese natale.

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  • Madri

    Uno squarcio sul mondo delle madri di soldati caduti per le guerre. Il conflitto israelo-palestinese è il primo punto di riflessione. Madri israeliane e palestinesi che hanno vissuto questo dramma ci aiuteranno a capire attraverso i loro racconti questa terribile realtà. L’obiettivo non è politico, l’obiettivo è umano. L’unico aspetto che potrebbe portare il mondo e i politici ad interrompere il circolo vizioso delle guerre.

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  • Mondine - Di madre in figlia

    Le “Mondine di Novi” sono un coro di venti donne della bassa modenese, le più anziane delle quali vengono dall'esperienza della monda del riso nelle campagne del Piemonte e della Resistenza in Emilia-Romagna. Molti dei canti del loro repertorio sono nati in risaia, ma con il tempo il coro di Novi si è rinnovato, con l'ingresso delle figlie delle mondine e la collaborazione dei “Fiamma Fumana”. Il risultato è un gruppo musicale elettro-folk intergenerazionale. Il documentario racconta il lavoro delle mondine, gli anni della guerra, la gioia e la lotta, i canti e la loro conservazione negli anni dell’indifferenza, fino alla diffusione e alle strategie attuate per tramandare questo pezzo di memoria collettiva alle nuove generazioni. Soggetto a due mani di Alberto Cottica e Jessica Lombardi, montaggio di Claudio Cormio e musiche del Coro delle Mondine di Novi e “Fiamma Fumana”.

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  • Negli occhi

    Un viaggio alla scoperta della vita e della carriera di Vittorio Mezzogiorno, uno degli attori più importanti del teatro e del cinema italiano degli ultimi trent’anni. Un racconto vissuto attraverso la voce di sua figlia Giovanna e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Aneddoti, foto, immagini di repertorio e le musiche originali di Pino Daniele per un ritratto intenso ed emozionante dedicato ad un artista del nostro tempo, ma soprattutto la storia di un uomo, di un marito, di un padre e di un amico.

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  • Centinaia, migliaia di telecamere filmano Roma, costantemente. Spesso dall’alto, attaccate sotto i cornicioni o ai lampioni delle strade, a volte ad altezza d’uomo, da dietro un bancomat o alla stazione di un autobus. Inquadrano le piazze e i monumenti, sorvegliano le scatolette nei supermercati e gli scaffali nelle librerie. Occhisuroma è un film che utilizza in modo creativo e dinamico i punti di vista delle telecamere sparse per la città. Una storia costruita pensando alle potenzialità e alle limitazioni offerte dall’interazione tra la città, i personaggi e gli obiettivi che li osservano.

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  • Odessa

    La testimonianza straordinaria di un capitolo di storia sovietica, ovvero la ricostruzione e i ricordi dei marinai abbandonati nella nave Odessa, attraccata per anni nel porto di Napoli. Questa nave mercantile di proprietà di una società fallita e quindi sequestrata da un tribunale, è stata abitata per anni da un equipaggio fantasma sopravvissuto in condizioni estreme, senza riscaldamento, viveri e stipendi. La loro odissea fra vita di bordo, ospedali, tribunali, nella speranza di ritrovare la propria dignità di uomini.

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  • Praga - L'arcana

    Praga è la capitale magica e sensuale dell'Europa dell'Est. Porta sull'aldilà ebraico con il suo celebre cimitero e porta sulla storia moderna e contemporanea, dalla guerra dei Trent'anni (che contrappose Cattolici e Protestanti) nel '600, alla Guerra Fredda nel '900. Il suo nome significa "soglia" ed è, infatti, una città da sempre attraversata da varie culture e religioni, ideologie e passioni di varia natura, umana e sovrannaturale. E’ stata luogo di eventi storici spesso violenti, come le "defenestrazioni", ossia i voli dalle finestre che venivano fatti spiccare ai propri avversari. La città è bella e fatale, come la maga Libuse che, secondo la leggenda, la fondò, ed è orgogliosa e provocante come le donne in minigonna davanti ai militari russi dell'invasione sovietica. Ma è anche una città spirituale, tra rigore e follia, come il rabbino Low che ha dato vita al leggendario Golem per difendere gli ebrei dalle persecuzioni, o come l'astronomo tedesco Keplero che, alla corte dell'imperatore Rodolfo, sviluppò i suoi studi celesti. Il suo spirito seducente ha ispirato musicisti come Mozart, per il "Don Giovanni", la sua anima sospesa tra sogni e incubi, ha ispirato scrittori come Kafka. Geni della cultura universale hanno affollato i suoi caffè, dove la città fa da sempre il pieno di energia, insonnia e contemporaneità mollando, a volte, gli ormeggi delle proprie inibizioni nei fiumi di birra che non si prosciugano mai.
    Milan Kundera, nell'"Insostenibile leggerezza dell'essere", ha raccontato la storia di un tragico triangolo amoroso durante la primavera di Praga, quando nel 1968 il Paese ha cercato di dare un volto umano al Comunismo, volto sfigurato dall'invasione dei sovietici. In questa città, nelle sue strade cariche di nebbia e magia, illuminate da lampioni ipnotici, vi trovano rifugio le anime di chi la abita, di chi la visita. Oggi, dopo vent'anni dalla caduta del Muro, grazie anche a leggi molto liberali, Praga si candida ad essere la nuova Amsterdam: città acquatica, città soglia, piena di libertà e piaceri. Ma è solo una nuova maschera, una delle tante, per celebrare il rito della morte e della rinascita, quello di Proserpina che varcando la soglia dell'Ade rinnova la voglia di primavera.

    Il regista:
    ANDREA DE FUSCO

    E’ nato a Roma nel 1990. Vive tra Roma e Parigi, dove sta per conseguire il diploma presso l’ESRA, la Scuola Superiore di Realizzazione Audiovisiva. Cortometraggi:
    “Dinner à trois” (2010)
    “Wild side” (2008)

    Gli Autori:
    DORA ALBANESE
    Nata a Matera nel 1985, dal 2004 vive e lavora a Roma. Dopo studi di antropologia, ha pubblicato racconti su riviste e quotidiani. La sua opera prima, Non dire madre (Hacca, 2009), raccolta di racconti sul tema della maternità, è stata premiata nel 2010 al Festivaletteratura di Mantova nella sezione Scritture Giovani. In virtù di questo riconoscimento, ha rappresentato l’Italia al Festival di Letteratura Internazionale di Berlino e del Galles. Attualmente collabora con Rai Uno e ha in preparazione il suo primo romanzo per Rizzoli.

    LUCA MASTRANTONIO
    Nato a Milano nel 1979, giornalista e saggista, è stato responsabile di cultura e spettacoli del quotidiano Il Riformista e oggi lavora nella redazione cultura del Corriere della Sera, occupandosi in particolare dell’inserto Lettura. Ha scritto Hugo Chávez. Il caudillo pop (Marsilio 2007) con Rossana Miranda e Irrazionalpopolare. Da Bocelli ai Suv. Viaggio tra gli incomprensibili miracoli d’Italia (Einaudi 2008) con Francesco Bonami.

    Musiche:
    FRANCESCO GAZZARA
    Nato a Roma nel 1967. E’ un compositore di musiche per il cinema e la TV dalla metà degli anni ‘90.

    Colonne sonore:
    “Mediterraneo: una nuova frontiera” (2010 – M. Panici)
    “Alessandra, la forza di un sorriso” (2010 – F. Muci)
    “Siamo tutti vecchi” (2010 – F. Muci)
    “Verso il Santo Sepolcro” (2009 – L. Archibugi)
    “Tessere di pace in Medio Oriente” (2008 – L. Archibugi)
    “Segretario particolare” (2007 – N. Molino)
    “Bianco e nero” (2007 – C. Comencini)
    “Un sogno afghano (2007 – C.A. Pinelli)
    “Controvento” (2000 – P. Del Monte)
    “Donne di mafia” (2000 – G. Ferrara)

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  • Prove per una tragedia siciliana

    E’ il racconto documentario di un viaggio in Sicilia che l’attore e regista italo-americano John Turturro compie alla ricerca delle proprie origini. L’isola è vista attraverso il suo sguardo lucido e affettuoso (i nonni materni erano originari di Palermo e di Aragona, in provincia di Agrigento) che torna nella sua antica terra per scoprirne tradizione e modernità. John Turturro porta lo spettatore alla scoperta dei luoghi emblematici della mitologia dell’emigrante, compiendo un percorso che aiuta a capire l’America di oggi. La Sicilia e l’America. La storia di una relazione viva e nascosta. Una memoria ritrovata attraverso un viaggio nello spazio e nel tempo, compiuto a ritroso rispetto a quello dei tanti siciliani emigrati nel ‘900. Turturro è in Sicilia per fare i sopralluoghi per un film che ha in mente da tempo, e che alla fine si realizzerà in questo, che è il diario della sua ricerca. E’ la storia di un’idea che si verifica e si arricchisce con le suggestioni nate dagli incontri, dalle parole, dai gesti, dalle musiche. Alla direzione delle riprese John Turturro ha chiamato il regista teatrale newyorkese Roman Paska, il cui lavoro, ispirato dalle marionette tradizionali cinesi e indonesiane, si basa sulla ricerca e la rielaborazione delle tradizioni popolari. La fotografia è di Marco Pontecorvo.

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  • San Pietroburgo – L’incrollabile

    Il viaggio di Gabriele Tecchiato e Andrea Di Consoli a San Pietroburgo è un viaggio alla ricerca della Grande Madre Russia e del senso storico di una grande città-crocevia di stili e di culture, che si è imposta, sin dalla sua fondazione (secondo la leggenda avvenuta nel 1703), come “finestra aperta sull’Europa”. San Pietroburgo – conosciuta anche per molti decenni come Leningrado – è città regale, come testimoniato dall’imponenza del Palazzo d’Inverno, sede sfarzosa degli zar e attuale sede del museo Hermitage, ma anche prima preda simbolica di quel grande movimento rivoluzionario marxista-leninista che iniziò la sua tragica parabola proprio a San Pietroburgo. Tecchiato e Di Consoli provano a raccontare in questo documentario le quattro porte ideali e concrete di questa raffinata e inafferrabile città: la porta della fondazione per mano di Pietro il Grande; la porta del marxismo-leninismo (attraverso le visite al Palazzo Smolnyi, alla famosa locomotiva di Lenin e al suo studio privato); la porta dei gulag, raccontata in particolar modo attraverso la tragica vicenda esistenziale della poetessa Anna Achmatova, della quale viene visitata l’abitazione; e, infine, attraverso la porta principale, per comprendere San Pietroburgo, ovvero il tragico e disperatamente orgoglioso Assedio di Leningrado, avvenuto per mano nazista dal 1941 al 1944, causando la morte, spesso per fame, di centinaia di migliaia di leningradesi (su questa pagina di storia nel documentario vengono raccontati il cimitero memoriale di Piskarov, il museo della memoria dell’Assedio e le infinite tracce e testimonianze dell’Assedio in una città che vive ancora sotto il mito unificante della vittoria sul nazismo). In tal senso si spiega il titolo del documentario, perché San Pietroburgo, per le vicende che è stata costretta a subire nel corso della sua storia, è davvero una città – al di là della sua essenza di dura pietra di Carelia – “incrollabile”.

    Il regista:
    SIMONE CAMPANATI
    Classe 1979. Ha frequentato la Scuola di Cinema di Roma e attualmente è impegnato nella regia del documentario “L’Eclisse”.
    Ha collaborato, inoltre, in veste di sceneggiatore e direttore di produzione, a diversi cortometraggi (“Caffè macchiato”, “Stalking”).

    Gli Autori:
    ANDREA DI CONSOLI

    Nato a Uster (Zurigo) nel 1976, dal 1987 al 1996 ha vissuto in Lucania e dal 1996 vive a Roma, dove lavora come critico letterario, editorialista e reporter per vari quotidiani nazionali e per la Rai. Tra le sue pubblicazioni: il saggio Le due Napoli di Domenico Rea (Unicopli, 2002), l'inchiesta La commorienza. La misteriosa morte dei fidanzatini di Policoro (Marsilio, 2010), la raccolta di poesie Discoteca (Palomar, 2003) e i romanzi Il padre degli animali (Rizzoli, 2007) e La curva della notte (Rizzoli, 2008).

    GABRIELE TECCHIATO
    Nato a Latina nel 1976, dottore in islamistica, dal 1999 è responsabile della biblioteca presso il Centro Islamico Culturale d’Italia, sede della Grande Moschea di Roma.
    La sua formazione orientalistica si accompagna a quella in ambito russistico. Ha tradotto Cechov e Gogol, e di recente ha ultimato la traduzione integrale del poema nazionale del popolo ciuvascio, Narspi di K.V. Ivanov, della cui cultura è tra i pochissimi studiosi in Italia.

    Musiche:
    ANDREA BANDEL

    Nato a Venezia nel 1966, vive e lavora a Milano. Collabora con Pino Donaggio arrangiando e scrivendo brani di colonne sonore di vari film. Ha al suo attivo tre album: “Music for third millennium” (2003), “Musical frames” (2011) e “Life”, di prossima pubblicazione.

    Colonne sonore:
    “Trasgredire” (2000 – T. Brass)
    ”Racket” (1996 - Luigi Perelli)
    “La chance” (1994 – A. Lado)
    “Segreto di Stato” (1994 – G. Ferrara)
    “Trauma” (1993 – D. Argento)
    “Così fan Tutte” (1992 –T. Brass)

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  • Un viaggio attraverso l’Italia per riscoprire cos’è la cultura nel sentimento degli italiani e nella loro vita concreta, chiedendo alle persone che vivono, lavorano, leggono e non leggono, amano e non amano, cosa significa per loro la parola “cultura”. Un percorso guidato da molte personalità autorevoli che lavorano direttamente nella cultura: da Franco Battiato a Lucio Dalla, Umberto Eco, Enrico Ghezzi, Laura Morante, Giovanni Reale, Antonio Rezza, Manlio Sgalambro, Vittorio Sgarbi, Sandro Veronesi e molti altri ancora…

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  • Sotto il Celio azzurro

    Celio Azzurro è una piccola scuola materna nel cuore di Roma e un grande modello all’educazione dei più piccoli e al dialogo tra le culture. E’ nell'Italia di oggi come un fortino assediato. I suoi educatori infatti somigliano più alle prime comunità di indigeni che si stanziarono sui sette colli migliaia di anni fa che a tradizionali maestri: stessa capacità di resistere alle intemperie, stesso misto di abilità, tecniche e convinzioni. La loro battaglia quotidiana, ma anche la storia profonda di uomini e donne, madri e padri, che cercano dentro la propria infanzia l'ispirazione e la ragione della propria missione di educatori. Celio Azzurro nasce, primo centro multiculturale in Italia per l’accoglienza di bambini stranieri in età prescolare, nel 1990. Oggi la scuola ospita 45 bambini di età compresa tra 3 e 5 anni appartenenti a 32 nazionalità diverse. Fortemente voluta e ancora oggi gestita da un gruppo di maestri eterogeneo per formazione ed età, spicca come esperienza didattica e culturale all’avanguardia studiata da molti ma ignorata dai più. Un’immersione nella vita vera di un gruppo di appassionati individui che portano avanti ogni giorno un ostinato e rigoroso lavoro sull’identità di ognuno e il rispetto dell’altro. Ma anche un invito gioioso e irrinunciabile a ritrovare noi stessi bambini.

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  • "Tessere di Pace in Medio Oriente" ripercorre le fasi salienti di trent’anni di scavi e restauri dedicati al mosaico in tutto il Medio Oriente compiuti da Padre Michele Piccirillo. La difficoltà creata dai conflitti armati che hanno dilaniato la regione della Palestina non è riuscita a fermare questa attività, che ha restituito alla comunità internazionale numerosi capolavori artistici e importantissimi documenti che non di rado hanno portato alla revisione delle tesi storiche. Seguendo le località raffigurate nell’eccezionale documento rappresentato dal mosaico di Madaba in Giordania, che rappresenta la mappa dell’intera regione, il film, attraverso la ricostruzione degli itinerari della cristianità in Medio Oriente, conduce a un necessaria riflessione sul valore dell’ intreccio fra fede e testimonianza storica... (continua). In tal senso il documentario opera una ricognizione – attraverso il filo conduttore del mosaico – dei luoghi in cui è nato e si è sviluppato il messaggio cristiano: dalla città della mappa a Umm al–Rasas, da Gerico al Monte Nebo, da Hama a Shahba a Tayybat al–Imam, fino ad Alessandria d’Egitto.

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  • Ward 54

    Kris Goldsmith è un giovane soldato dell’esercito americano. Al suo ritorno dall’Iraq si scontra con l’incapacità di fare i conti con quello che ha vissuto. È malato di PTSD (disturbo da trauma da combattimento) ma nessuno sembra riuscire ad intercettare la sua disperazione e tenta il suicidio. La sua storia si incrocia con quella di altri soldati che tornano dalla guerra e non riescono più a vivere una vita normale, sono malati ma devono nascondere il loro trauma perché temono il giudizio del mondo militare. “Ward 54” è la storia di chi torna a casa e poi si perde.

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