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13.07.2017

Rai Cinema parteciperà al 70° Festival di Locarno con due film e tre documentari

RAI CINEMA AL 70. LOCARNO FESTIVAL

Rai Cinema parteciperà al 70° Festival di Locarno con due film e tre documentari

Si tratta in particolare di:

AMORI CHE NON SANNO STARE AL MONDO, film di Francesca Comencini, nella sezione Piazza Grande

GLI ASTEROIDI, film di Germano Maccioni, in Concorso

IBI, documentario di Andrea Segre, Fuori Concorso

SURBILES, documentario di Giovanni Columbu, nella sezione Signs of Life

IL MONTE DELLE FORMICHE , documentario di Riccardo Palladino, nella sezione Cineasti del presente

Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini, in prima assoluta in Piazza Grande, con Lucia Mascino e Thomas Trabacchi, una produzione Fandango con Rai Cinema. Tratto dall’omonimo romanzo scritto dalla regista, il film è una commedia sentimentale che racconta con ironia e grande lucidità una storia d’amore che non sa stare al mondo, il modo in cui le donne ne affrontano la fine e un nuovo inizio. Il film di Francesca Comencini, una delle voci femminili più originali del cinema italiano, uscirà nelle sale in autunno distribuito da Warner Bros.

Gli asteroidi di Germano Maccioni, unico film italiano in concorso tra i 18 che concorrono al Pardo d’Oro, con Pippo Del Bono e Chiara Caselli, una produzione Articolture e Ocean production con Rai Cinema. Concepito, prodotto e realizzato interamente a Bologna e nella sua provincia – un territorio che diventa autentico protagonista della pellicola – il film si inscrive nel genere attualissimo del coming-of-age, un romanzo di formazione innestato su una trama vivace di azione, e su uno sguardo di camera che indaga un piano insieme intimo e sociale. Protagonisti di questa favola avventurosa calata nella contemporaneità, sono tre ragazzi neppure ventenni legati da amicizia profonda, in un contesto in cui la crisi economica ha picchiato duro e non ha risparmiato le loro famiglie, rendendo precari affetti e legami. Il film verrà distribuito da Istituto Luce-Cinecittà.

Ibi di Andrea Segre, film documentario Fuori concorso prodotto da Jolefilm con Rai Cinema. Ibi è nata in Benin nel 1960, ha avuto tre figli e nel 2000 in seguito a seri problemi economici ha scelto di prendere un grande rischio per cercare di dare loro un futuro migliore. Li ha lasciati con sua madre e ha accettato di trasportare della droga dalla Nigeria all'Italia. Ma non ce l’ha fatta. Tre anni di carcere, a Napoli. Una volta uscita Ibi rimane in Italia senza poter vedere i figli e la madre per oltre 15 anni. Così per far capire loro la sua nuova vita decide di iniziare a filmarsi. Racconta se stessa, la sua casa a Castel Volturno dove vive con un nuovo compagno, Salami, e l’Italia dove cerca di riavere dignità e speranza. Dalle immagini che Ibi ha realizzato è nato questo film.

Surbiles, documentario di Giovanni Columbu, prodotto da Luches con Rai Cinema, in associazione con Istituto Luce-Cinecittà, distribuito in Italia e all’estero da Istituto Luce-Cinecittà. Un film documentario nato come ricerca etnografica, e approdato a un modo di riscoprire e far rivivere leggende e storie fantastiche. Le surbiles, figure femminili immaginarie prossime alle streghe e ai vampiri, in un passato non molto lontano erano diffuse nella cultura popolare della Sardegna. Il film, a seguito di una ricerca svolta sul campo, presenta alcune testimonianze, e la ricostruzione visiva delle storie raccontate, con il coinvolgimento nella messa in scena delle persone del luogo. Viene presentato nella sezione  Signes of Life, rivolta alle forme narrative inedite e all'innovazione del linguaggio cinematografico.

Il monte delle formiche, documentario di Riccardo Palladino prodotto da CamerAmano, Minollo Film con Rai Cinema, presentato nella sezione Cineasti del presente. Da secoli, ogni anno, l’8 di settembre, sul Monte delle Formiche giungono miriadi di sciami di formiche  alate. Come nubi che offuscano il cielo, i piccoli insetti si accoppiano in un meraviglioso volo a cui segue la morte di tutti i maschi, che cadono esausti sul sagrato della chiesa che si erge sulla cima del monte, un tempo chiamata "Santa Maria Formicarum". Il volo nuziale risplende come un’apparizione estatica di fronte agli occhi  dei curiosi, dei turisti e dei fedeli, i quali ogni anno giungono qui per ammirare e per celebrare la festa dedicata alla "Vergine del Monte delle Formiche". Questo evento singolare è il punto di partenza della riflessione del film, che si interroga sulla natura dei piccoli insetti e dell’essere umano. Grandi scrittori come il Premio Nobel Maurice Maeterlinck e l'entomologo Carlo Emery hanno studiato molto i piccoli insetti: le loro parole riecheggiano, oggi, nelle voci dei testimoni del film.

 
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