News / Rai Cinema News / 2006

  • Attori e non divi sul podio della prima edizione della Festa di Roma. La giuria popolare guidata da Ettore Scola, 50 appassionati di cinema che nella vita fanno tutti i mestieri tranne quello del critico, hanno assegnato riconoscimenti tutt’altro che banali segnalando la recitazione di Giorgio Colangeli, solido attore di teatro che da una decina d’anni fa anche fiction e film e che è il bravissimo protagonista, con Giorgio Pasotti, dell’opera prima di Alessandro Angelini L’aria salata, e di Ariane Ascaride, la straordinaria complice di tutti i film di Robert Guediguian, stavolta interprete di Le Voyage en Armenie.

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  • Sorelle, Extra alla Festa di Roma, nasce dai seminari della scuola “Fare Cinema” che Marco Bellocchio tiene da dieci anni nella natìa Bobbio, in provincia di Piacenza ogni estate per due settimane. È un piccolo film prodotto dalla Provincia, dal Comune e da Rai Cinema e realizzato in tre diversi anni (1999, 2004, 2005) con la troupe degli allievi e con l’intervento di parenti e amici: dalle sorelle di Marco, Maria Luisa e Letizia, ai figli Pier Giorgio ed Elena, fino a Donatella Finocchiaro, protagonista del Regista di matrimoni.

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  • Il denaro circola, spesso male e in modo truccato e questo dà un potere e una ricchezza enorme a certe persone. Provoca diverse reazioni in differenti strati sociali, ma ciò che è certo è che ci riguarda tutti, e a tutti causa dolore. E la realtà purtroppo è centomila volte più grave di come la racconto nel film". Partendo da un intreccio corale che denuncia le degenerazioni attuali della nostra Italia - il denaro, la finanza sporca, le intercettazioni, il potere, la politica corrotta, la tv spazzatura, le tasse che tartassano - A casa nostra di Francesca Comencini si sposta pian piano su un registro più personale, svelando l'aspetto più intimo del nutrito gruppo di personaggi.

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  • Non è un film su Primo Levi, La strada di Levi, ma un road movie letterario sull’Europa del già e del non ancora, una storia imprevedibile come lo sono i viaggi, fatti di occasioni e d’incontri, di riflessioni e digressioni. Così dicono il regista (Davide Ferrario) e lo scrittore (Marco Belpoliti) che hanno percorso 6.000 km con “La tregua” come breviario attraverso Polonia, Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Austria e Germania verso Torino.

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  • Checosamanca è un film gridato, un urlo di denuncia che corre lungo tutta l’Italia del presente. Dal Nord al Sud, dalle fabbriche venete alle discariche calabresi, la macchina da presa di dieci giovani registi (Chiara Bellosi, Marco Berrini, Enrico Cerasuolo, Francesco Cressati, Andrea D’Ambrosio, Sergio Fergnachino, Martina Parenti, Alice Rohrwacher, Andrea Segre, Nicola Zucchi) documenta frammenti sommersi di realtà in quello che vuole essere prima di tutto un “cinema improvvisato”, dove il mezzo cinematografico non si limita ad informare, ma provoca, sollecita la realtà e la filma nel suo stesso divenire.

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  • “Non mi fa paura vedermi con le occhiaie o con le rughe sullo schermo. Lasciamo le carnagioni perfette e patinate alle foto ritoccate delle copertine”. Monica Bellucci, inedita figura di madre coraggiosa nel film in Première Le Concile de Pierre di Guillaume Nicloux, parla del corpo dell’attore come di “un oggetto di lavoro”.

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  • Il primo italiano in concorso alla Festa di Roma è L’aria salata, opera prima di Alessandro Angelini, prodotta da Donatella Botti (BiancaFilm) e Rai Cinema, distribuita da 01 Distribution dal 5 gennaio. Giorgio Pasotti, protagonista di questa intensa storia d’amore familiare tra un criminale e suo figlio, è felice di questa scelta: “La Festa è la giusta collocazione per un film così, perché la sua visione è legata al pubblico, mentre spesso i festival sono rivolti a un’èlite”.

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  • Antipasto rinforzato del nuovo film di Luc Besson per i bambini di Alice nella città. Sono tantissimi, attenti, preparati e, giustamente, chiassosi, hanno dagli 8 ai 13 anni, preferiscono stare qui che tra le pareti della loro classe. Fabia Bettini li organizza come la direttrice di un immenso coro di voci bianche e loro ascoltano il regista francese che ha portato qui il “making of” di Arthur e il popolo dei Minimei, il film da 65 mln € che a Parigi uscirà a Natale e da noi a febbraio con 01 Distribution.

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  • Un grandioso poliziesco, duro e cupo, sulla natura umana, in cui i due poliziotti protagonisti - Leonardo Di Caprio e Matt Damon - si muovono costantemente sul terreno della doppiezza guidati dal burattinaio Jack Nicholson, potente boss della malavita irlandese che regna su Boston. Salutato come un capolavoro dalla stampa e dal pubblico statunitense (che ha regalato al film i miglioriincassi della carriera di Martin Scorsese) e da una standing ovation della critica italiana, The Departed - Il bene e il male, arriverà nelle sale italiane il 27 ottobre prossimo.

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  • Un fermo immagine. Il sospetto di una brutta malattia che cambia da un giorno all’altro la vita di un avvocato rampante. Ha appena venduto ai russi una grossa partita d’olio d’oliva, senza chiedersi da dove provengano i soldi, Lorenzo Maggi, trentenne con mega-appartamento panoramico a Genova, bella fidanzata che non ama, cene di lavoro a base di minestrone (“è strategico: più sta là, più diventa buono”).

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  • La Festa di Roma si apre con Fur e Nicole Kidman sarà la prima diva a calpestare la passerella dell'Auditorium Parco della Musica questa sera con questo ritratto immaginario di Diane Arbus, racconto "reinventato" di una parte della vita dell'artista, figlia di ricchi commercianti di pellicce che improvvisamente scopre dentro di sé una potente forza espressiva che la rende una delle fotografe più innovative del suo tempo.

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  • I magnifici sette di Rai Cinema. Con tre film in concorso e quattro fuori gara (due nella sezione Extra e due in Premiere) è ricca la selezione di Rai Cinema alla prima edizione della Festa Internazionale di Roma, che si svolgerà nella Capitale dal 13 al 21 ottobre.

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  • Nuovomondo di Emanuele Crialese, uno dei favoriti della vigilia, si è aggiudicato un Leone d'argento speciale come rivelazione del festival, un premio istituito appositamente. Se qualcuno è rimasto leggermente spiazzato dalla scelta della giuria, il cineasta romano ha così replicato: ''Questa è una Mostra d'arte cinematografica e il premio che ho ricevuto stasera per me è importante e simbolico.

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  • E’ un affresco corale quello attraverso il quale Emilio Estevez racconta le ultime 24 ore di vita del candidato alla Casa Bianca Robert Kennedy. L’America della fine degli anni ’60 attraverso le vite di 22 personaggi che ruotano, per un motivo o per un altro, attorno all’Hotel Ambassador, albergo californiano dove il politico verrà assassinato al termine di una festa in suo onore all’alba del 6 giugno 1968. Tutto questo è Bobby, film presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e accolto dagli applausi di critica e pubblico alla fine della proiezione.

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  • Gela, Termini Imerese, Melfi e Porto Marghera. Sono alcune delle tappe toccate da Joris Ivens nel 1959 con L'Italia non è un paese povero, documentario voluto e commissionato da Enrico Mattei dell'Eni

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  • E' stato accolto bene, con lunghi applausi, da pubblico e stampa durante le proiezioni e la conferenza stampa Nuovomondo, il terzo lungometraggio di Emanuele Crialese. Un dramma in tre atti che per il regista più che il racconto dell'emigrazione italiana in America all'inizio del secolo, è la storia di un viaggio che trasforma l'uomo antico che lascia la sua arida terra in uomo moderno, pronto ad accettare le regole del Nuovo Mondo.

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  • Tamino è un giovane e bel soldato che si batte in trincea, Papageno un commilitone che alleva uccellini anti gas tossici e Sarastro, che rivela la sua natura benevola nonostante gli anatemi della Regina della Notte, è un benefattore che dà ricovero nel suo palazzo agli sfollati e ai feriti. Il flauto magico di Kenneth Branagh – un kolossal dal 27 milioni di dollari acquistato per l’Italia da 01 Distribution – prende la strada della requisitoria pacifista senza dimenticare la dimensione fantastica (con momenti quasi alla Harry Potter). Fate volanti e angeli che si materializzano in una nube di fuligine o Papageno che rincorre una enorme bocca volante non stemperano il dramma del primo conflitto di massa della storia occidentale, la guerra del ’15-18, una ferita che ancora sanguina, specie nella cultura britannica, alimentata da romanzi, poemi e anche da opere musicali, su tutte il War Requiem di Benjamin Britten.

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  • Il giorno dopo l'anteprima veneziana per il pubblico con i sette minuti di applausi a La stella che non c'è, Gianni Amelio è soddisfatto, c'era anche lui in sala. "E'andata molto bene, però Venezia ha sempre un pubblico particolare, tutti i festival sono fatti di spettatori particolari - commenta il regista che lamenta il fatto di non aver avuto il tempo di leggere la buona accoglienza della stampa - Diciamo che il vero test è stasera perché il mio film esce in sala e solo ora inizia la sua vera vita".

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  • La stella che non c’è potrebbe essere l’innocenza. Oppure la libertà. Oppure qualche altra cosa, diversa per ognuno di noi, ma piena di valore, tanto che vale la pena percorrere una lunga strada per trovarla. Così un titolo suggestivo, quello dell’ottavo film di Gianni Amelio, prodotto da Rai Cinema e Cattleya, in concorso alla 63/a Mostra del Cinema, tocca l’immaginazione di chi è appena uscito dalla sala. Tra questi il ministro Francesco Rutelli, che si è intrattenuto a lungo con il regista facendo slittare qualche intervista. “Rutelli, non dovrei rivelarlo ma lo faccio, mi ha detto che è un film stupendo e che è rimasto colpito dalle tante Cine che mostra, angoli che per la retorica occidentale potrebbero non esistere, come quel grattacielo con un’ascensore a pagamento che parte solo dal 12° piano e dove in ogni abitazione c’è qualcuno che lavora, che produce qualcosa, vestiti o cibo o giocattoli”.

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  • Il flauto magico di Kenneth Branagh, fuori concorso alla 63/a Mostra, passa in contemporanea al Festival di Toronto, ma il regista e il suo cast hanno scelto Venezia. Così, per intervenire alla grande mostra-mercato canadese, si collegheranno via satellite dal Teatro La Fenice di Venezia dove il 7 settembre è prevista una serata di gala per l’anteprima del film mozartiano.

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  • Niente avvocati al Lido, anzi la Regina Elisabetta esce a testa alta, come il simbolo di una tradizione millenaria capace di conquistare anche il leader laburista Tony Blair, dalla proiezione di The Queen, in concorso a Venezia e molto amato dal pubblico del festival. Stephen Frears ha confezionato una satira della politica britannica dell’ultimo decennio utilizzando testimonianze dirette e documenti, ma su tutto svetta la performance di una splendida attrice come Helen Mirren, che ha saputo rendere la complessità umana di una vicenda che segnò il momento di massima impopolarità della monarchia inglese (un suddito su quattro era contro).

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  • "Volevo mostrare, non dimostrare, scomparendo dalla scena e facendo parlare solo la verità", ha spiegato Vincenzo Marra, dopo che il pubblico ha tributato un applauso lungo e convinto al suo L'udienza è aperta, il documentario (prodotto dal regista con Rai Cinema) che ha inaugurato le Giornate degli Autori. "Un film geniale e terrificante, che parte da un'idea narrativa travolgente", come lo ha definito Citto Maselli, presente al dibattito che ha seguito la proiezione insieme a Giuliano Montaldo e Roberto Saviano, autore del romanzo "Gomorra"

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  • Un’aspirante attricetta, bella e dinibita, col corpo fatto in due pezzi, sfregiata con un taglio che parte dagli angoli della bocca e arriva alle orecchie, dissanguata e svuotata pazientemente delle viscere: a questo delitto rimbalzato sulle prime pagine dei giornali americani nel 1947 e diventato ben presto leggenda è ispirato il secondo romanzo di James Ellroy (Mondadori l’ha appena ristampato) diventato un film

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  • Rai Cinema porta in concorso a Venezia 63 due film italiani: La stella che non c’è di Gianni Amelio e Nuovomondo (The Golden Door) di Emanuele Crialese. “Due film davvero straordinari, bellissimi”, commenta l’amministratore delegato di Rai Cinema e vicedirettore Rai Giancarlo Leone...

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  • La Palma d’oro è andata al britannico Ken Loach, un regista che ha raccontato, in circa venti film, il proletariato e le sue lotte, i soprusi e le ingiustizie, ma anche gli amori e le speranze.

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  • È stato uno dei momenti più forti del festival, la conferenza stampa di United 93, il film di Paul Greengrass sull’11 settembre che ha già sconvolto il pubblico americano e che Cannes propone fuori concorso. Il regista britannico, celebre per Bloody Sunday, ha invitato a combattere contro la guerra del terrore con le armi della speranza.

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  • Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart ha vinto il premio CICAE, assegnato dall’associazione internazionale degli esercenti di cinema d'essai, nell'ambito della Quinzaine des realisateurs. il riconoscimento è stato ritirato da Adriana Chiesa, che si occupa delle vendite internazionali. Il film di Rossi Stuart è un'opera prima e concorre dunque anche alla Caméra d'or, che sarà assegnata nell'ambito della premiazione ufficiale, domenica sera.

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  • Non è Le conseguenze dell’amore 2, perché i sentimenti stavolta c’entrano poco e tutti i personaggi sono mossi da una sola e unica molla, il denaro. Il denaro che l’usuraio Geremia de Geremei presta a condizioni proibitive in una provincia italiana, l’Agro Pontino, dove ci si indebita per stupidaggini, per pagarsi la chirurgia plastica o per invitare trecento sconosciuti a un pranzo di matrimonio. Paolo Sorrentino ha portato in concorso al festival L’amico di famiglia, un film disturbante e barocco alla ricerca del fascino ambiguo della bruttezza.

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  • Ha letto tanto e di tutto, a partire dalla biografia di Antonia Fraser, ma poi ha lavorato di fantasia senza paura degli anacronismi a partire dalla colonna sonora che mescola ‘700 e pop-rock. Sofia Coppola, 35 anni, Oscar per la sceneggiatura di Lost in translation, è stata la terza donna candidata per la regia dopo Lina Wertmuller e Jane Campion.

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  • Entrarono bambini nei campi di annientamento nazisti dove i loro genitori vennero uccisi e miracolosamente con le loro forze scamparono allo sterminio scientifico.

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  • Nanni Moretti, Palma d’oro con La stanza del figlio, per la quinta volta in concorso al Festival di Cannes, intrattiene la platea dei giornalisti col suo inconfondibile stile oratorio fatto di passione politica, sarcasmo e qualche provocazione.

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  • Bello, elegante, sornione, seducente, pigro e affascinante.Soprattutto una grande attore, una star internazionale, capace di passare da un genere all'altro con grande intelligenza e perfezione, dalla commedia al dramma.

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  • A Cannes Marco Bellocchio è di casa: ben cinque volte, dal 1980, ha corso per la Palma d'oro, con Salto nel vuoto, Enrico IV, Principe di Homburg, La balia, L'ora di religione. Ma il festival non è stato con lui prodigo di riconoscimenti, tranne nel 2002 quando ricevette una menzione speciale dalla Giuria ecumenica per L'ora di religione.

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  • Torna alla Storia, alle sue pagine più drammatiche, il regista inglese Ken Loach, abbandonando questa volta quei personaggi più volte raccontati con intensa partecipazione: la classe operaia, i giovani emarginati, i drop out.

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  • Un cinema italiano dall’immagine di sé positiva, registi che girano perché hanno qualcosa da dire di necessario, di urgente. “Era dagli anni ’70 che non eravamo così fecondi e qui mi sento veramente in ottima compagnia, con Moretti, Bellocchio e Sorrentino”.

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  • Tengono fede al Codice, nonostante le polemiche. Tom Hanks e Ron Howard, e insieme a loro l’intero cast (Audrey Tautou, Jean Reno, Paul Bettany, Sir Ian McKellen) sono bersagliati da tutte le Chiese e persino dagli ayatollah per un kolossal dal budget allucinante e dal successo annunciato.

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  • Dolce vita sulla Croisette. L'Italia a Cannes non era così forte da anni. Con due film in concorso: Il Caimano di Nanni Moretti e L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino, la nuova opera di Marco Bellocchio Il regista di matrimoni a Un Certain Regard, la sezione che portò fortuna a Marco Tullio Giordana, e l'esordio nella regia di un attore molto amato, anche dai francesi, come Kim Rossi Stuart: Anche libero va bene alla Quinzaine.

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