News / Rai Cinema News / 2004

  • Testa a testa Mike Leigh-Gianni Amelio alla vigilia della premiazione. I pronostici della critica e le voci di corridoio concordano nell'assegnare un premio importante a Le chiavi di casa: ma siccome Gianni Amelio ha già vinto il Leone d'oro per Così ridevano, stavolta potrebbe aspirare a una Coppa Volpi magari doppia, visto che Kim Rossi Stuart e Andrea Rossi sono davvero una coppia inseparabile e si dividono equamente la scena. Il film, coprodotto da Rai Cinema, è stato un trionfo anche in Sala Grande, dove il pubblico gli ha tributato otto minuti di applausi e persino la cinica platea dei giornalisti ha approvato con entusiasmo.

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  • La scuola inglese si afferma a Venezia 61. Vera Drake di Mike Leigh fa il bis con il Leone d'oro e la Coppa Volpi a Imelda Staunton.

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  • Testa a testa Mike Leigh-Gianni Amelio alla vigilia della premiazione. I pronostici della critica e le voci di corridoio concordano nell'assegnare un premio importante a Le chiavi di casa: ma siccome Gianni Amelio ha già vinto il Leone d'oro per Così ridevano, stavolta potrebbe aspirare a una Coppa Volpi magari doppia, visto che Kim Rossi Stuart e Andrea Rossi sono davvero una coppia inseparabile e si dividono equamente la scena. Il film, coprodotto da Rai Cinema, è stato un trionfo anche in Sala Grande, dove il pubblico gli ha tributato otto minuti di applausi e persino la cinica platea dei giornalisti ha approvato con entusiasmo.

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  • C'è un altro Eros alla 61a Mostra, nel giorno del trittico di Antonioni, Wong Kar-wai e Soderbergh. È Eros Puglielli, enfant prodige del corto italiano, oggi trentenne, autore del quasi paranormale Tutta la conoscenza del mondo, che a Mezzanotte ha portato Occhi di cristallo, un thriller malsano e angosciante in cui un serial killer si fa beffe dell'ispettore Luigi Lo Cascio lasciandogli messaggi di morte da decifrare

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  • "Ho pensato spesso alla poesia di E.T. sul set, un essere che viene da un altro mondo per insegnarci come si ama. Noi non riusciamo ad amare il diverso, mentre per gli altri bambini è naturale volergli bene". Gianni Amelio, applauditissimo in concorso con Le chiavi di casa, prodotto da Enzo Porcelli e da Rai Cinema, da domani in 250 copie nelle sale con 01 Distribution, è un fiume di parole. A sei anni dal Leone d'oro per Così ridevano, racconta il colpo di fulmine per Andrea Rossi, il quindicenne che ha stregato tutti, attori e troupe, durante i lunghi mesi di riprese, a Berlino e in Norvegia, lungo il viaggio che fa incontrare per la prima un giovane padre e suo figlio "nato con problemi".

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  • "Un risarcimento postumo per un incontro artistico mai concretizzato". Daniele Ciprì e Franco Maresco spiegano così Come inguaiammo il cinema italiano, omaggio alla coppia comica Franco Franchi/Ciccio Ingrassia. Mix di fiction e documentario, il film fuori concorso a Venezia 61, mette insieme interviste (Pippo Baudo, Mario Monicelli, Goffredo Fofi, Tullio Kezich e Lucio Fulci tra le tante), sequenze di film, estratti di spettacoli per la tv e il teatro.

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  • Con La damigella d'onore, a Venezia fuori concorso, Claude Chabrol, il re del giallo psicologico, torna ad attingere alla fantasia morbosa di Ruth Rendell, la romanziera che aveva ispirato il bellissimo La cerimonia, Coppa Volpi per le due interpreti (Isabelle Huppert e Sandrine Bonnaire) proprio qui a Venezia.

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  • 06/09/2004

    Pirandello, Caproni, Dante Alighieri. "alla ricerca di un'eternità nuova, di un senso degli ultimi respiri che solo l'indistruttibilità dell'amore può far comprendere". Michele Placido al suo film più difficile, per il tema e per lo stile da melodramma trascendentale, affronta il concorso di Venezia, che qualche edizione fa l'aveva premiato per Un viaggio chiamato amore, con la Coppa Volpi a Stefano Accorsi e poi con un grande successo di pubblico. Stesso interprete e stesso romanticismo fauve, come lo definisce uno dei produttori, Riccardo Tozzi, per questo quartetto amoroso che si muove pericolosamente sull'abisso inesplorato che separa la vita e la morte.

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  • Ermanno Olmi porta a Venezia due film e la sua sacrosanta indignazione per la strage dei bambini dell'Ossezia. "Accendere una candela alla finestra è un bel gesto, ma non basta. Occorre costruire giorno per giorno una sensibilità diversa, alimentare l'umanità, altrimenti domani quella candela sarà già spenta e altre atrocità saranno consumate", dice il grande cineasta. Ai Venice Days ha accompagnato Il giorno del falco, l'opera prima prodotta da Ipotesi Cinema e Rai Cinema, distribuita da Mikado, e firmata dal padovano Rodolfo Bisatti, allievo della scuola di Olmi ed ex giornalista Rai. Un giallo sociologico che descrive con un linguaggio crudo e senza abbellimenti la realtà degradata del Nordest, che si riassume in una frase agghiacciante: tanti soldi e niente poesia.

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  • Shakespeare è notoriamente tra i più prolifici sceneggiatori della storia del cinema: più di trenta film al suo attivo, tra adattamenti e classici, da Zeffirelli a Baz Luhrmann. Adesso Michael Radford, l'autore dell'ultimo film di Massimo Troisi Il Postino, che giusto dieci anni fa inaugurò il festival dando l'addio al comico napoletano, si è aggiunto alla lista con Il Mercante di Venezia, una coproduzione internazionale che coinvolge l'Italia. Accolto alla Mostra fuori concorso, molto applaudito in Sala Grande, questa notte sarà festeggiato a Palazzo Ducale con una cena rinascimentale per 300 selezionatissimi invitati tra cui i Principi del Lussemburgo, paese che ha ospitato parte delle riprese, mentre gli esterni sono realizzati in Laguna.

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  • Incontentabile ma generoso. Il Nanni Moretti produttore, meno angosciato del Nanni Moretti regista, si concede un'apparizione nel ruolo autoironico dell'antipatico: in un negozio di vestiti per bambini sta rimproverando la commessa, "ma insomma, volete vendere o non volete vendere"?. Una comparsata di cui tutti parlano a Venezia 61, ma lui smorza: in sceneggiatura quel personaggio doveva avere brutti denti e pochi capelli, quando ho deciso di farlo io, ho chiesto a Valia Santella e Heidrun Schleef di correggere il copione.

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  • Denzel Washington, la seconda star nera giunta all'Oscar dopo il veterano Sidney Poitier con Training Day, è a Venezia 61 addirittura con una doppietta. The Manchurian Candidate di Jonathan Demme, fuori concorso, e Man on fire di Tony Scott, a Mezzanotte. Curiosamente, entrambi sono remake: il primo di Va e uccidi (1962), il secondo di Pericolo in agguato dell'87.

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  • I sessanta Leoni della storia veneziana, issati su parallelepipedi luminosi, saluteranno questa notte Tom Hanks e Steven Spielberg, i miti hollywoodiani che hanno il compito di inaugurare questa 61/a Mostra con The Terminal, dal 3 settembre nelle sale italiane.

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  • Un poker di film per Rai Cinema alla 61/a Mostra, che parte il 1° settembre con l'atteso The Terminal di Steven Spielberg con Tom Hanks bloccato senza via di scampo in una dimensione sospesa.

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  • Giornata di bilanci e di pronostici al 57/o Festival di Cannes, che si conclude stasera con la premiazione - una novità di quest'anno - ma si prolunga con una domenica di repliche.

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  • 2046 vuole dire cinquant'anni dopo il ritorno di Hong Kong alla Cina. Ma è anche il numero di una stanza d'albergo dove si consumano incomprensioni d'amore e passioni pericolose. Ed è anche l'anno in cui 2046 avrà (forse) una versione definitiva. Arrivato al festival di Cannes quasi in extremis, destando grande clamore, ma giusto in tempo per la proiezione serale delle 19,30, il nuovo film di Wong Kar-wai (l'hongkonghese che conquistò il cuore del festival con lo splendido In the mood for love) si contenderà nelle prossime ore la Palma d'oro con Fahrenheit 9/11, ma vince di certo la Palma del film più atteso, difficile e tartassato.

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  • E' un cineasta quasi francese, il siciliano Roberto Andò. Già apprezzato per Il manoscritto del principe, porta adesso alla Semaine, come film di chiusura, Sotto falso nome. Un thriller morboso e intessuto di rimandi letterari, da Kafka a Kundera, che ricorda per certi versi Il danno.

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  • Molto atteso da critici e pubblico, arriva a Cannes, in competizione, uno dei piu' forti candidati alla Palma d'Oro. E' I diari della motocicletta, il film di Walter Salles sul viaggio ormai leggendario compiuto dal giovane Ernesto Guevara e dal suo compagno Alberto Granado, attraverso l'intero continente latino-americano.

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  • Tropical malady ha un primato storico: segna la prima volta di un thailandese in concorso a Cannes. Un bel risultato per un cineasta che si autodefinisce sperimentale e indipendente. "Il mio cinema, tanto personale, spaventa il pubblico thailandese, troppo abituato alla grammatica hollywoodiana", dice Apichatpong Weerasethakul.

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  • L'Irak come un nuovo Vietnam. I legami tra la famiglia Bush e i Bin Laden. Le presidenziali "truccate" del 2000. L'attacco alle Torri Gemelle. Fahrenheit 9/11 fa irruzione al Festival di Cannes come una bomba a orologeria innescata da giorni. Il documentario di Michael Moore è un atto d'accusa circostanziato, ora beffardo ora atroce, contro George W. Bush. Uno strumento politico affilato in vista delle elezioni del 2 novembre.

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  • E' un Marocco senza speranza e senza solidarietà umana, dove anche i sogni delle persone piú semplici non riescono a realizzarsi, quello raccontato da Mohamed Asli nella sua opera prima A Casablanca gli angeli non volano, visto alla Semaine de la Critique, e che concorre alla Camera d'Or. Il film, prima coproduzione italo-marocchina (Istituto Luce, Dagham Film, Gam Film in collaborazione con Rai Cinema), narra un Marocco di gente povera, che fatica a vivere, un paese nel quale la tradizione fa i conti giorno dopo giorno con la modernità.

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  • Maria Grazia Cucinotta, Emir Kusturica, John Woo e Ridley Scott, ma anche la cantante Elisa e lo stilista Roberto Cavalli. Ci sono nomi importanti e grandi energie nel progetto All the invisibile Children che ha trovato oggi a Cannes, nel giorno in cui l'orco Shrek ha incantato e commosso le platee del festival, un'audience internazionale partecipe e attenta.

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  • Emir Kusturica torna sulla Croisette per la quarta volta a caccia di una Palma d'oro (dopo quelle andate a Underground nel '95 e Papà è in viaggio d'affari nell'85) con La vita è un miracolo, colorato e musicale affresco sull'amore in tempo di guerra. La storia raccontata è vera, il regista l'ha ascoltata da un serbo rifugiato a Parigi e l'ha subito pensata come materiale ideale per parlare di una guerra ancora non troppo lontana e di amore.

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  • Fuori competizione fa il suo ingresso trionfale a Cannes con tanto di tamburi rullanti l'epico "TROY", in cui il regista tedesco ormai americano Wolfgang Petersen si è preso la briga di raccontarci nientemeno che l'Iliade omerica. La mega produzione hollywoodiana (oltre 175 milioni di dollari il budget) può contare non solo su un soggetto eccezionale, un pò scarnificato a dire il vero dallo sceneggiatore David Benioff ("La 25ma ora") che ha dovuto comprimere 10 anni di assedio dei Greci alla celebre città di Priamo in un solo mese, ma anche su un cast stellare e, visto i personaggi, non avrebbe potuto fare altrimenti.

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  • Unico italiano in concorso Le conseguenze dell'amore ha rotto il ghiaccio al Festival di Cannes. La storia di Titta Di Girolamo, commercialista della mafia, inchiodato da otto anni in un albergo del Canton Ticino in attesa di valigie zeppe di dollari da versare su un conto corrente, ha inaugurato infatti la competizione.

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  • Pedro e Laura per l'apertura di Cannes 57: non è la prima volta di un'italiana (l'anno scorso fu Monica Bellucci a fare da madrina) ma è il debutto assoluto per uno spagnolo, anche se premiato dall'Oscar. "Un onore che mi fa sentire come un burattinaio che solleva il sipario su sessant'anni di cinema", dice il manchego più famoso dopo Don Chisciotte. Forse non ripeterà i trionfi di Tutto su mia madre e Parla con lei, sicuramente non muoverà le stesse emozioni: La mala educación infatti ha lasciato freddi molti festivalieri.

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  • Per l'Italia Cannes 57 sarà forse ricordato come l'anno delle coproduzioni. Pochi film importanti, spalmati nelle varie sezioni, ci rappresentano: da Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino, opera seconda promossa all'onore del concorso, a L'odore del sangue di Mario Martone alla Quinzaine, da Non ti muovere di Sergio Castellitto al Certain Regard a Sotto falso nome di Roberto Andò alla Semaine.

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