News / Rai Cinema News / 2005

  • Sorridente, elegantissima nell’abito nero fasciante firmato da Alberta Ferretti, Giovanna Mezzogiorno è salita sul podio accanto ai grandi di Venezia 62 per ritirare la Coppa Volpi, il premio più ambito per un attore. Ha ringraziato Cristina Comencini, tutti gli altri membri del cast.

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  • In attesa dei premi ufficiali, che saranno finalmente svelati stasera in diretta su RaiSat, La bestia nel cuore di Cristina Comencini, il film coprodotto da Cattleya e Rai Cinema e passato in concorso, ha collezionato una serie di premi collaterali, ma non poco importanti, alla 62/a Mostra

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  • È nata un’attrice, dice Pupi Avati di Katia Ricciarelli, protagonista del suo film prodotto da Duea e Rai Cinema in concorso a Venezia 62: tutti l’hanno apprezzata e sono arrivati anche i complimenti dell’ex marito Pippo Baudo resocontati dalle agenzie.

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  • Applausi convinti all'anteprima della stampa per La bestia nel cuore, il film prodotto da Rai Cinema e Cattleya e da domani in sala, con il quale per la prima volta Cristina Comencini partecipa alla competizione veneziana, Ed elogi al Lido al cast, a cominciare da Giovanna Mezzogiorno che evita toni melodrammatici o eccessivi nell'affrontare il personaggio inquieto e sofferto di Sabina,con il suo terribile segreto di una violenza familiare subita insieme al fratello Daniele.

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  • Tim Burton torna alle origini. Il cineasta che in giovane età frequentò il Cal Art Institute, la scuola di disegno e animazione della Disney, si immerge nuovamente nelle atmosfere macabre di Nightmare before Christmas per realizzare una storia in versi con l’animazione in stop motion di Henri Selick: La sposa cadavere.

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  • Tra il Codice da Vinci e la Passione di Mel Gibson, ecco, terzo incomodo, il Vangelo secondo Abel Ferrara. Mary, film italiano del regista newyorkese in concorso alla Mostra, è un ulteriore passo avanti nell’accidentato percorso “mistico” del cineasta americano che vive ormai a Roma, a due passi dal Papa, come si diverte a dire.

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  • Per una volta almeno il cronista di cinema ha avuto il suo momento di gloria al Lido con il ricordo di Lello Bersani. L’omaggio all’Uomo col microfono, secondo la bella definizione coniata dallo storico press agent Enrico Lucherini, ha coinvolto in un’inedita collaborazione i due grandi avversari dell’industria cinematografica italiana, Rai Cinema e Medusa.

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  • Al suo debutto come regista Franco Battiato con Perduto amor metteva in scena gli anni '50 e '60 tra boom economico e musica leggera. Ora con Musikanten, prodotto da Rai Cinema e L'ottava e presentato nella sezione Orizzonti, si cimenta con gli ultimi anni di vita di Ludwig van Beethoven, partendo da fonti di prima mano come gli "Epistolari".

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  • Un Casanova per famiglie, castigato e alla fine addirittura innamorato, in puro stile Disney. Niente a che vedere con le torbide e grottesche ossessioni felliniane (in Laguna c’è anche Donald Sutherland proprio per ricordare la versione del riminese ispirata alle “Memorie” del mitico seduttore veneziano).

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  • Già ribattezzati i “cow-gay” Heath Ledger e Jake Gyllenhaal sono i due giovani protagonisti di Brokeback Mountain, il western dichiaratemente omosessuale di Ang Lee presentato oggi in concorso. Il film è ispirato fedelmente al racconto di una giornalista da Pulitzer, Annie Proulx, che lo pubblicò per la prima volta nel ’97 sul prestigioso “New Yorker” e in seguito in una raccolta di storie del selvaggio Wyoming.

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  • Tanza, Ciro, Bianca,Uroš, Bilu e Joao, Song Song, Little Cat sono, in All The Invisible Children fuori Concorso al Lido, i volti intensi dell'infanzia negata, delle violenze subite dai minori

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  • Un racconto di Frank Wedekind che scandalizzò i contemporanei trasformato in sceneggiatura dal compianto Alberto Lattuada, passato di mano in mano senza trovare un produttore, finalmente approvato dalla commissione ministeriale e diventato un film dopo altri quattro anni di attesa per la determinazione di Ida Di Benedetto.

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  • Due dei tre film italiani in concorso e due coproduzioni nella selezione ufficiale, un film in Orizzonti e un documentario omaggio a Lello Bersani.

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  • È di nuovo Palma d’oro per i fratelli Dardenne, sei anni dopo Rosetta. Sconvolgendo in parte le previsioni della vigilia, la “strana giuria” di Emir Kusturica ha consegnato il massimo premio del 58° Festival di Cannes ai due cineasti belgi per L’enfant, la storia di una ragazzo di strada troppo giovane per essere padre.

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  • Un premio che segnala la capacità di rappresentare la realtà del mondo contemporaneo con le sue contraddizioni. È il Premio François Chalais, andato quest’anno a Marco Tullio Giordana per il suo Quando sei nato non puoi più nasconderti.

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  • L'inseguitore di Harrison Ford nel Fuggitivo, il M.I.B. Tommy Lee Jones ha scelto, per il suo debutto nella regia, a quasi sessant'anni d'età, uno script di frontiera, The Three Burials of Melquiades Estrada, che uscirà in Italia con la 01 in autunno. Texano purosangue si è subito appassionato alla storia di Pete, uno stagionato cow boy che riporta a casa il cadavere del giovane amico messicano ucciso per sbaglio da una guardia di confine.

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  • Va dove ti porta il road movie. Alla ricerca del tempo perduto, come Don't come knocking di Wim Wenders, ennesimo film sulla scoperta della paternità oppure verso un futuro (im)possibile dove il dialogo tra israeliani e palestinesi non sia più un affare di Stato ma un affare di donne, come in Free Zone di Amos Gitai.

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  • In un bianco e nero elegantissimo, che crea un vero effetto comics con incursioni di colori acrilici (il rosso del sangue, il giallo dei capelli), ecco Sin City, il film più sorprendente di Cannes 58.

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  • Com'è difficile essere padre. Forse impossibile. Ce lo ricordano i due film in concorso oggi a Cannes: L'enfant dei Fratelli Dardenne e Broken Flowers di Jim Jarmusch. L'americano, ospite abituale sulla Croisette dal 1984, quando vinse la Caméra d'oro con Stranger than Paradise, ha scelto la faccia da sfinge di Bill Murray per raccontare il viaggio a ritroso nel tempo di un single incallito che scopre, da una missiva anonima vergata su carta rosa, di avere un figlio quasi ventenne.

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  • Al momento è il film più applaudito della Mostra. Quando sei nato non puoi più nasconderti di Marco Tullio Giordana, in corsa per la Palma d'Oro, ha raccolto alla proiezione ufficiale di ieri sera inoltrata al Grand Théatre Lumière quasi nove minuti di applausi ininterrotti, presenti in sala il regista e i protagonisti, Alessio Boni, Michela Cescon e Matteo Gadola. ''Per quest'anno è il più lungo applauso della Sala Grande - ha dichiarato il direttore del Festival Thierry Frémaux - e ne sono contento perché dimostra che il successo di Giordana in Francia non è legato solo all'exploit di La meglio gioventù".

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  • Lars Von Trier e David Cronenberg, due sguardi "stranieri" e obliqui sull'America e una doppietta di maestri in concorso, entrambi targati 01 Distribution. Il danese del Dogma, uomo nevrotico e un po' cupo, che chiede di non essere ripreso a distanza ravvicinata si trova a diretto confronto con il canadese di Crash, cineasta dalle visioni estreme e disturbanti pronto però a giocare con il circo dei media, fotografando i fotografi in un gioco di specchi e sdoppiamenti che fa tanto pensare al suo cinema schizofrenico.

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  • Promosso al botteghino, con un lusinghiero secondo posto subito dopo le potentissime Crociate di Ridley Scott, Marco Tullio Giordana (insieme ai suoi attori Alessio Boni, Michela Cescon, i giovanissimi Matteo, Vlad ed Ester) affronta oggi la sfida più difficile, quella del concorso di Cannes, unico italiano in competizione.

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  • Georges, giornalista culturale e conduttore di un programma di libri diventa "ostaggio" di una videocamera. Lui, sua moglie (Juliette Binoche), suo figlio di dodici anni sono spiati da uno sconosciuto che forse tanto sconosciuto non è, perché conosce dettagli della sua vita passata e dimenticata. Rimossa, caché.

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  • Farà certamente discutere Last Days, il film grunge di Gus Van Sant sugli ultimi giorni di Kurt Cobain. Gli amici del leggendario leader dei Nirvana non lo volevano, poi piano piano hanno accettato l'idea che qualcuno potesse ricostruire quella lugubre giornata del '94, quando l'artista, appena ventisettenne si sparò un colpo di fucile.

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  • Il bello di lavorare in Inghilterra? Ti danno i soldi e poi spariscono dalla circolazione finché non hai il film finito … invece gli americani, e soprattutto le major, vogliono mettere bocca su tutto, dal casting ai giornalieri". Match Point: la prima volta di Woody, al suo trentaseiesimo lungometraggio, fuori dall'amata New York, nella Londra upper class, tra la City e le gallerie d'arte di Belgravia, con un film targato Bbc che Cannes ha presentanto fuori concorso.

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  • Unico italiano in concorso Quando sei nato non puoi più nasconderti, al festival il 15 maggio, riporta Marco Tullio Giordana sulla Croisette a due anni da un trionfo quasi inaspettato e dunque ancor più emozionante.

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  • Epilogo a sorpresa per la 55/a Berlinale con i pronostici della vigilia completamente scompaginati. Il presidente Roland Emmerich e i suoi giurati, tra cui le attrici Ingeborga Dapkunaite, Bai Ling e Franka Potente, oltre allo stilista italiano Nino Cerruti, hanno assegnato l’Orso d’oro al britannico Marc Dornford-May per la sua Carmen sudafricana, recitata in lingua xhosa e ambientata in una poverissima township: “U-Carmen eKhayelitsha”.

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  • Alla vigilia dell'Orso d'oro, che potrebbe anche portare qualche gradita sorpresa al film di Aleksandr Sokurov, uno degli ultimi titoli berlinesi è l'americano "Hitch": titolo semplice per un film che va come un treno. Dialoghi veloci che sanno soprenderti e riescono a regalarti delle notazioni sulla vita e sull'amore non del tutto banali.

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  • "L'Italia ha un ruolo fondamentale nella mia opera: non solo per la collaborazione ormai storica con Marco Muller, ma anche per la straordinaria arte e la cultura del vostro paese, una fonte costante di ispirazione".

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  • E' girato in gran parte in Italia "The Life Aquatic with Steve Zissou", titolo complicato per un film complicato, visionario, grottesco diretto da Wes Anderson, quello dei "Tenenbaum". Regista di talento, sicuramente matto e geniale, Anderson torna a Berlino in concorso, con questo film che in America ha già diviso la critica": chi lo ama e chi lo odia.

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  • La prima sorpresa è lui, Daniel Day-Lewis. Arriva all'incontro che sembra l´uomo di Aran, uno abituato a combattere col mare, con la fiocina, con il vento e non con i giornalisti. Lo sguardo sprofondato nel caos di una barba quasi bianca, lunghissima, un basco sui capelli spettinati: un eskimo gucciniano, di quelli col cappuccio e la pelliccetta da poche lire.

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  • Dopo l'amore profano di "Eros", ecco l'amor sacro di "Tickets", appassionato manifesto contro il razzismo e l'intolleranza firmato da tre maestri come Ermanno Olmi, Ken Loach e Abbas Kiarostami. Presentato a Berlino fuori gara, in Italia uscirà l'11 marzo, ed è frutto di una coproduzione italo-inglese.

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  • Dante Ferretti è uno dei protagonisti della 55/a Berlinale. Il grande talento italiano candidato all'Oscar 2005 per il film di Martin Scorsese "The Aviator" è infatti uno degli ospiti d'onore della retrospettiva dedicata all'arte della scenografia e intitolata "Settings, Locations, Scenes. Production Design & Film".

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  • Un lunghissimo, commosso applauso ha accolto alla Berlinale Paul Rusesabagina. Non un attore o un regista, ma il direttore di un albergo a cinque stelle, intenditore di whisky e di sigari cubani, che, nell'aprile del '93 riuscì incredibilmente, giorno dopo giorno, e totalmente da solo, a mettere in salvo 1.200 persone, soprattutto donne e bambini, che i guerriglieri Hutu volevano massacrare a colpi di machete. In quei giorni da incubo quasi un milione di Tutsi morirono, nell'indifferenza colpevole della comunità internazionale: l'Africa, si sa, non fa notizia

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  • Freddo, controllato, incapace di donarsi se non in scena ne "La vita che vorrei", Luigi Lo Cascio è ancora molto legato a quel ruolo e a quel film. "E' una sintesi felice tra cinema concettuale e vita, ha una bella trama e i tempi musicali di una sinfonia. Non a caso si ispira al melodramma verdiano, alla Traviata".

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  • "Provincia meccanica" dell'esordiente Stefano Mordini è l'unico film italiano in concorso al 55/o Festival di Berlino. E' un'opera prima ma schiera un divo come Stefano Accorsi, molto amato dal pubblico italiano, che proprio qui a Berlino debuttò come Shooting Star per poi tornare con "Le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek, in concorso.

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  • Rai Cinema, Marco Muller e Istituto Luce sono di nuovo insieme in un'avventura produttiva fuori dal comune. Si tratta di Solnze (Il sole) di Aleksandr Sokurov, che partecipa alla cinquantacinquesima Berlinale in concorso. Il film e' una coproduzione tra Italia, Russia, Francia e Svizzera e costituisce il terzo capitolo della straordinaria trilogia sul potere iniziata con Moloch e Taurus.

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