News / Festival di Venezia 2006

  • Nuovomondo di Emanuele Crialese, uno dei favoriti della vigilia, si è aggiudicato un Leone d'argento speciale come rivelazione del festival, un premio istituito appositamente. Se qualcuno è rimasto leggermente spiazzato dalla scelta della giuria, il cineasta romano ha così replicato: ''Questa è una Mostra d'arte cinematografica e il premio che ho ricevuto stasera per me è importante e simbolico.

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  • E' stato accolto bene, con lunghi applausi, da pubblico e stampa durante le proiezioni e la conferenza stampa Nuovomondo, il terzo lungometraggio di Emanuele Crialese. Un dramma in tre atti che per il regista più che il racconto dell'emigrazione italiana in America all'inizio del secolo, è la storia di un viaggio che trasforma l'uomo antico che lascia la sua arida terra in uomo moderno, pronto ad accettare le regole del Nuovo Mondo.

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  • Gela, Termini Imerese, Melfi e Porto Marghera. Sono alcune delle tappe toccate da Joris Ivens nel 1959 con L'Italia non è un paese povero, documentario voluto e commissionato da Enrico Mattei dell'Eni

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  • Tamino è un giovane e bel soldato che si batte in trincea, Papageno un commilitone che alleva uccellini anti gas tossici e Sarastro, che rivela la sua natura benevola nonostante gli anatemi della Regina della Notte, è un benefattore che dà ricovero nel suo palazzo agli sfollati e ai feriti. Il flauto magico di Kenneth Branagh – un kolossal dal 27 milioni di dollari acquistato per l’Italia da 01 Distribution – prende la strada della requisitoria pacifista senza dimenticare la dimensione fantastica (con momenti quasi alla Harry Potter). Fate volanti e angeli che si materializzano in una nube di fuligine o Papageno che rincorre una enorme bocca volante non stemperano il dramma del primo conflitto di massa della storia occidentale, la guerra del ’15-18, una ferita che ancora sanguina, specie nella cultura britannica, alimentata da romanzi, poemi e anche da opere musicali, su tutte il War Requiem di Benjamin Britten.

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  • Il giorno dopo l'anteprima veneziana per il pubblico con i sette minuti di applausi a La stella che non c'è, Gianni Amelio è soddisfatto, c'era anche lui in sala. "E'andata molto bene, però Venezia ha sempre un pubblico particolare, tutti i festival sono fatti di spettatori particolari - commenta il regista che lamenta il fatto di non aver avuto il tempo di leggere la buona accoglienza della stampa - Diciamo che il vero test è stasera perché il mio film esce in sala e solo ora inizia la sua vera vita".

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  • E’ un affresco corale quello attraverso il quale Emilio Estevez racconta le ultime 24 ore di vita del candidato alla Casa Bianca Robert Kennedy. L’America della fine degli anni ’60 attraverso le vite di 22 personaggi che ruotano, per un motivo o per un altro, attorno all’Hotel Ambassador, albergo californiano dove il politico verrà assassinato al termine di una festa in suo onore all’alba del 6 giugno 1968. Tutto questo è Bobby, film presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e accolto dagli applausi di critica e pubblico alla fine della proiezione.

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  • La stella che non c’è potrebbe essere l’innocenza. Oppure la libertà. Oppure qualche altra cosa, diversa per ognuno di noi, ma piena di valore, tanto che vale la pena percorrere una lunga strada per trovarla. Così un titolo suggestivo, quello dell’ottavo film di Gianni Amelio, prodotto da Rai Cinema e Cattleya, in concorso alla 63/a Mostra del Cinema, tocca l’immaginazione di chi è appena uscito dalla sala. Tra questi il ministro Francesco Rutelli, che si è intrattenuto a lungo con il regista facendo slittare qualche intervista. “Rutelli, non dovrei rivelarlo ma lo faccio, mi ha detto che è un film stupendo e che è rimasto colpito dalle tante Cine che mostra, angoli che per la retorica occidentale potrebbero non esistere, come quel grattacielo con un’ascensore a pagamento che parte solo dal 12° piano e dove in ogni abitazione c’è qualcuno che lavora, che produce qualcosa, vestiti o cibo o giocattoli”.

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  • Il flauto magico di Kenneth Branagh, fuori concorso alla 63/a Mostra, passa in contemporanea al Festival di Toronto, ma il regista e il suo cast hanno scelto Venezia. Così, per intervenire alla grande mostra-mercato canadese, si collegheranno via satellite dal Teatro La Fenice di Venezia dove il 7 settembre è prevista una serata di gala per l’anteprima del film mozartiano.

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  • Niente avvocati al Lido, anzi la Regina Elisabetta esce a testa alta, come il simbolo di una tradizione millenaria capace di conquistare anche il leader laburista Tony Blair, dalla proiezione di The Queen, in concorso a Venezia e molto amato dal pubblico del festival. Stephen Frears ha confezionato una satira della politica britannica dell’ultimo decennio utilizzando testimonianze dirette e documenti, ma su tutto svetta la performance di una splendida attrice come Helen Mirren, che ha saputo rendere la complessità umana di una vicenda che segnò il momento di massima impopolarità della monarchia inglese (un suddito su quattro era contro).

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  • "Volevo mostrare, non dimostrare, scomparendo dalla scena e facendo parlare solo la verità", ha spiegato Vincenzo Marra, dopo che il pubblico ha tributato un applauso lungo e convinto al suo L'udienza è aperta, il documentario (prodotto dal regista con Rai Cinema) che ha inaugurato le Giornate degli Autori. "Un film geniale e terrificante, che parte da un'idea narrativa travolgente", come lo ha definito Citto Maselli, presente al dibattito che ha seguito la proiezione insieme a Giuliano Montaldo e Roberto Saviano, autore del romanzo "Gomorra"

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  • Un’aspirante attricetta, bella e dinibita, col corpo fatto in due pezzi, sfregiata con un taglio che parte dagli angoli della bocca e arriva alle orecchie, dissanguata e svuotata pazientemente delle viscere: a questo delitto rimbalzato sulle prime pagine dei giornali americani nel 1947 e diventato ben presto leggenda è ispirato il secondo romanzo di James Ellroy (Mondadori l’ha appena ristampato) diventato un film

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  • Rai Cinema porta in concorso a Venezia 63 due film italiani: La stella che non c’è di Gianni Amelio e Nuovomondo (The Golden Door) di Emanuele Crialese. “Due film davvero straordinari, bellissimi”, commenta l’amministratore delegato di Rai Cinema e vicedirettore Rai Giancarlo Leone...

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