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15.05.2005

Giordana a Cannes, mentre in sala triplica le presenze

Promosso al botteghino, con un lusinghiero secondo posto subito dopo le potentissime Crociate di Ridley Scott, Marco Tullio Giordana (insieme ai suoi attori Alessio Boni, Michela Cescon, i giovanissimi Matteo, Vlad ed Ester) affronta oggi la sfida più difficile, quella del concorso di Cannes, unico italiano in competizione. Lo precede la fama internazionale guadagnata con La meglio gioventù, che proprio qui iniziò la sua entusiasmante vicenda. C'è grande curiosità da parte della critica straniera, dunque, che molto si aspetta da questo film dal titolo un po' misterioso, un nome che viene dall'Africa e dalle pagine di Maria Pace Ottieri che ha ispirato, con il suo reportage, la sceneggiatura di Rulli e Petraglia.

"Gli stranieri, guardando il film con uno sguardo più libero, si sorprendono del rovesciamento dalla commedia al dramma, dopo che il bambino cade in acqua e la vicenda diventa qualcosa di diverso e di particolare, perché la storia italiana è diversa da quella di tutti gli altri paesi". L'Italia, Giordana l'ha ripetuto molte volte nelle interviste di queste settimane, ha esportato 60 milioni di persone nel mondo, "quasi in ogni famiglia c'è un emigrato che magari ha costruito una fortuna all'estero, ma non senza sofferenza e senso di perdita… abbiamo un sentire comune, una compassione che ci avvicina agli immigrati di oggi. Gli stranieri sono come uno specchio che ci rimanda fantasmi che popolano il nostro inconscio".

Quando sei nato non puoi più nasconderti, prodotto da Cattleya e Rai Cinema, è già nelle sale italiane in 250 copie con 01 Distribution. Le presenze sono più che raddoppiate, quasi triplicate, tra venerdì e sabato: "Il film va benissimo nelle grandi città, mentre in provincia cresce più lentamente perché serve un'informazione più capillare". Una mano verrà dall'esito qui al festival, ma Giordana avverte: "Non ho percorso certo le strade più semplici. Nel finale avrei potuto cercare l'applauso con una chiusura artificiale, di mestiere, ma sarebbe andata contro il film". Che lui considera strettamente imparentato con La meglio gioventù, quasi una terza parte di quella saga sull'Italia degli anni '70.

"C'è una parentela tra i personaggi, per il loro mondo morale, sono persone che si interrogano, che si assumono delle responsabilità". Quando sei nato racconta proprio questo: attraverso l'avventura di Sandro, capace, con i suoi dodici anni, di coinvolgere madre e padre nel progetto, magari un po' folle, di adottare due ragazzi albanesi poco più grandi di lui. "Quella del Nord è la nuova classe dirigente italiana - spiega il regista - e neppure lo sa. Non sa che questa comporta certe responsabilità: bisogna leggere, viaggiare, capire. Nessun partito ha veramente intercettato questa esigenza, i voti del Nord sono in prestito". Parla volentieri di politica, l'autore di Pasolini, un delitto italiano. E altrettanto volentieri difende i suoi colleghi: "Il cinema italiano è una delle cose migliori di questo paese, anche se viene svillaneggiato, mentre è forte la stima di cui gode all'estero". Nega, dunque, che gli italiani siano penalizzati dal programma di Cannes 58. "Siamo rappresentati da tre buoni film che raccontano il nostro paese. Marra e Vicari sono due registi molto interessanti e non considero una sezione minore la Semaine. Del resto, in concorso non c'è neanche un film inglese o spagnolo".

 


 

 

 


 
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