News / Festival di Berlino 2008

  • Anche quest’anno Berlino conferma la sua forte vocazione civile e la giuria guidata da Costantin Costa Gavras consegna l’Orso d’oro a un film di denuncia ma anche molto spettacolare come Tropa de elite, del brasiliano José Padilha. Un film che in patria è diventato un caso clamoroso, mobilitando milioni di persone con una storia di poliziotti corrotti e narcotrafficanti nelle favelas di Rio. Tra i produttori figurano i fratelli Weinstein, mentre per in Italia sarà distribuito da 01 Distribution.

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  • Non si sa bene quale sia l’altra Bolena, anche se nel film è Natalie Portman, ovvero Anna, a pronunciare la fatidica frase alla vigilia del matrimonio della più piccola Mary (Scarlett Johansson). Ma la Storia, quella con la "s" maiuscola sentenzierà diversamente: Anna diverrà moglie di Enrico VIII - nel film il robusto Eric Bana - e regina d’Inghilterra legando indissolubilmente il suo nome allo scisma protestante e finirà decapitata per alto tradimento, stregoneria, adulterio e incesto, lasciando però una figlia (Elizabeth) destinata a salire al trono e regnare per lunghi anni, mentre Mary resterà sullo sfondo, con un opaco epilogo nei possedimenti di campagna della ambiziosa quanto sfortunata famiglia.

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  • È italiano, anzi fiorentino, il regista di Heart of Fire, Luigi Falorni, famoso perché il suo film di diploma alla scuola di Monaco di Baviera, il bel documentario La storia del cammello che piange, ottenne addirittura una candidatura all’Oscar. Ma il suo secondo film, in concorso a Berlino, batte bandiera tedesca, con una coproduzione austriaca, e non ha trovato partner italiani per la difficoltà di armonizzare i tempi burocratici dei finanziamenti con quelli, stringati, di un progetto internazionale.

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  • È un’accoglienza caldissima, quella per Caos calmo a Berlino. Il film di Antonello Grimaldi, prodotto da Domenico Procacci con Rai Cinema, in concorso alla 58° Berlinale, è stato visto, e applaudito, stamattina dai giornalisti, mentre stasera ci sarà l’anteprima ufficiale e subito dopo un grande party italiano in onore anche dell'Orso alla carriera Francesco Rosi. Alla proiezione mattutina la stampa ha riso per le situazioni surreali che coinvolgono Pietro Paladini, ma si è anche appassionata alla vicenda dell’elaborazione di un lutto, un tema ricorrente in questo festival.

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  • E’ arrivato in concorso alla Berlinale l'orrore della tortura che si aggiunge a quello della stupidità dei torturatori, ovvero alcuni soldati americani, impregnati di non valori, soprattutto quelli della tv trash. Tutto in un documentario Standard Operating Procedure del premio Oscar Errol Morris (anche in Italia distribuito da Sony), pieno di terrificanti foto e video scattate nel carcere di Abu Ghraib in Iraq e arricchito dalle interviste degli stessi soldati torturatori, uomini e donne.

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  • Ha un record più unico che raro, Tropa de elite: oltre undici milioni di persone l’hanno visto in Brasile prima ancora che uscisse nelle sale, dove poi ha richiamato altri due milioni e mezzo di spettatori. Piratato durante la post-produzione è finito internet e sulle bancarelle dei dvd diventando una moda in tutte le classi sociali, dalle favelas, che mostra come un territorio di guerra controllato dai narcotrafficanti, all’alta società.

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  • Generosamente sdraiata sul letto senza addosso neanche un velo Penelope Cruz è una nuova Maya denuda. La protagonista di Elegy, il film di Isabel Coixet passato in concorso a Berlino e nelle sale italiane con 01 Distribution ricorda proprio il celebre dipinto di Goya. O magari, citato esplicitamente nel romanzo di Philip Roth da cui il film è tratto (L’animale morente), il grande nudo di Modigliani. La storia è quella di un amore senile che diventa possesso e perdizione.

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  • Un film, un concerto, una mostra e tre giorni da autentica star: la Berlinale prosegue nel segno della musica con Patti Smith (61 anni), regina del rock impegnato, poetessa e performer resa celebre da una canzone di Springsteen (“Because the Night”). L'icona del rock sopravvissuta a mille tempeste, era a Berlino già dalla prima sera, ma è stato oggi il suo giorno di gloria: in conferenza stampa si è esibita a sorpresa, ha imbracciato una chitarra acustica e, togliendosi gli occhiali scuri, ha intonato “My Blaken Year”.

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  • Non dice molto sull’Oscar, non vuol parlare di Heath Ledger (recentemente ha pianto in tv, ricordando il giovane collega scomparso), non si riconosce nella maggior parte delle interviste e delle cose che scrivono su di lui. Ma è talmente bravo nel film che abbiamo appena visto in concorso a Berlino, Il petroliere, da farsi perdonare qualsiasi reticenza. Daniel Day Lewis, cinquantuno anni, un Oscar già vinto per Il mio piede sinistro, un altro probabilmente in arrivo per questa performance, è Daniel Plainview, il cercatore d’oro che diventa un magnate del petrolio e alla ricchezza sacrifica tutto, spinto da un odio indomabile per l’intero genere umano. Un personaggio di poche parole, ma quelle poche pronunciate con una voce roca e minacciosa, che pare sia ricalcata sulla parlata di John Huston in Chinatown.

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  • Letteralmente preso d'assalto da giornalisti e fan dei Rolling Stones l'Hyatt Hotel di Berlino per il primo grande evento del festival, la conferenza stampa di Shine a Light, il documentario sulla band inglese girato da Martin Scorsese che ha aperto la Berlinale. Prevista per le 15,10 la conferenza rimarrà negli annali della Festspiele, che mai aveva registrato un tale assedio con decine di addetti ai lavori rimasti fuori dalla sala dell'incontro, già strapiena ad un'ora dall'inizio, e appassionati di musica che, fuori all'albergo, aspettano di intravedere i loro beniamini con tanto di Union Jack, la bandiera inglese, e vessilli con la linguaccia simbolo della band. Verrebbe da pensare che il festival avrebbe dovuto programmare la conferenza stampa in una sala più capiente, ma in passato nemmeno le star di Hollywood erano riuscite a smuovere folle oceaniche di questa grandezza.

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  • Berlino numero 58, si parte. Dal 7 al 17 febbraio torna il Festival di Potsdamer Platz, quest'anno particolarmente generoso con l'Italia. C'è l'omaggio al veterano Francesco Rosi, c'è la giovane promessa Elio Germano tra le Shooting Star e c'è nientemeno che Nanni Moretti in concorso. Caos calmo – diretto da Antonello Grimaldi, coprodotto da Fandango e Rai Cinema – ci rappresenta infatti il 13 febbraio nella competizione ufficiale. Ispirato al romanzo di Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega ed edito da Bompiani, il film ha un cast ricchissimo.

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