News / Festival di Cannes 2004

  • Giornata di bilanci e di pronostici al 57/o Festival di Cannes, che si conclude stasera con la premiazione - una novità di quest'anno - ma si prolunga con una domenica di repliche.

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  • 2046 vuole dire cinquant'anni dopo il ritorno di Hong Kong alla Cina. Ma è anche il numero di una stanza d'albergo dove si consumano incomprensioni d'amore e passioni pericolose. Ed è anche l'anno in cui 2046 avrà (forse) una versione definitiva. Arrivato al festival di Cannes quasi in extremis, destando grande clamore, ma giusto in tempo per la proiezione serale delle 19,30, il nuovo film di Wong Kar-wai (l'hongkonghese che conquistò il cuore del festival con lo splendido In the mood for love) si contenderà nelle prossime ore la Palma d'oro con Fahrenheit 9/11, ma vince di certo la Palma del film più atteso, difficile e tartassato.

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  • E' un cineasta quasi francese, il siciliano Roberto Andò. Già apprezzato per Il manoscritto del principe, porta adesso alla Semaine, come film di chiusura, Sotto falso nome. Un thriller morboso e intessuto di rimandi letterari, da Kafka a Kundera, che ricorda per certi versi Il danno.

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  • Molto atteso da critici e pubblico, arriva a Cannes, in competizione, uno dei piu' forti candidati alla Palma d'Oro. E' I diari della motocicletta, il film di Walter Salles sul viaggio ormai leggendario compiuto dal giovane Ernesto Guevara e dal suo compagno Alberto Granado, attraverso l'intero continente latino-americano.

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  • Tropical malady ha un primato storico: segna la prima volta di un thailandese in concorso a Cannes. Un bel risultato per un cineasta che si autodefinisce sperimentale e indipendente. "Il mio cinema, tanto personale, spaventa il pubblico thailandese, troppo abituato alla grammatica hollywoodiana", dice Apichatpong Weerasethakul.

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  • L'Irak come un nuovo Vietnam. I legami tra la famiglia Bush e i Bin Laden. Le presidenziali "truccate" del 2000. L'attacco alle Torri Gemelle. Fahrenheit 9/11 fa irruzione al Festival di Cannes come una bomba a orologeria innescata da giorni. Il documentario di Michael Moore è un atto d'accusa circostanziato, ora beffardo ora atroce, contro George W. Bush. Uno strumento politico affilato in vista delle elezioni del 2 novembre.

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  • E' un Marocco senza speranza e senza solidarietà umana, dove anche i sogni delle persone piú semplici non riescono a realizzarsi, quello raccontato da Mohamed Asli nella sua opera prima A Casablanca gli angeli non volano, visto alla Semaine de la Critique, e che concorre alla Camera d'Or. Il film, prima coproduzione italo-marocchina (Istituto Luce, Dagham Film, Gam Film in collaborazione con Rai Cinema), narra un Marocco di gente povera, che fatica a vivere, un paese nel quale la tradizione fa i conti giorno dopo giorno con la modernità.

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  • Maria Grazia Cucinotta, Emir Kusturica, John Woo e Ridley Scott, ma anche la cantante Elisa e lo stilista Roberto Cavalli. Ci sono nomi importanti e grandi energie nel progetto All the invisibile Children che ha trovato oggi a Cannes, nel giorno in cui l'orco Shrek ha incantato e commosso le platee del festival, un'audience internazionale partecipe e attenta.

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  • Emir Kusturica torna sulla Croisette per la quarta volta a caccia di una Palma d'oro (dopo quelle andate a Underground nel '95 e Papà è in viaggio d'affari nell'85) con La vita è un miracolo, colorato e musicale affresco sull'amore in tempo di guerra. La storia raccontata è vera, il regista l'ha ascoltata da un serbo rifugiato a Parigi e l'ha subito pensata come materiale ideale per parlare di una guerra ancora non troppo lontana e di amore.

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  • Fuori competizione fa il suo ingresso trionfale a Cannes con tanto di tamburi rullanti l'epico "TROY", in cui il regista tedesco ormai americano Wolfgang Petersen si è preso la briga di raccontarci nientemeno che l'Iliade omerica. La mega produzione hollywoodiana (oltre 175 milioni di dollari il budget) può contare non solo su un soggetto eccezionale, un pò scarnificato a dire il vero dallo sceneggiatore David Benioff ("La 25ma ora") che ha dovuto comprimere 10 anni di assedio dei Greci alla celebre città di Priamo in un solo mese, ma anche su un cast stellare e, visto i personaggi, non avrebbe potuto fare altrimenti.

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  • Unico italiano in concorso Le conseguenze dell'amore ha rotto il ghiaccio al Festival di Cannes. La storia di Titta Di Girolamo, commercialista della mafia, inchiodato da otto anni in un albergo del Canton Ticino in attesa di valigie zeppe di dollari da versare su un conto corrente, ha inaugurato infatti la competizione.

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  • Pedro e Laura per l'apertura di Cannes 57: non è la prima volta di un'italiana (l'anno scorso fu Monica Bellucci a fare da madrina) ma è il debutto assoluto per uno spagnolo, anche se premiato dall'Oscar. "Un onore che mi fa sentire come un burattinaio che solleva il sipario su sessant'anni di cinema", dice il manchego più famoso dopo Don Chisciotte. Forse non ripeterà i trionfi di Tutto su mia madre e Parla con lei, sicuramente non muoverà le stesse emozioni: La mala educación infatti ha lasciato freddi molti festivalieri.

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  • Per l'Italia Cannes 57 sarà forse ricordato come l'anno delle coproduzioni. Pochi film importanti, spalmati nelle varie sezioni, ci rappresentano: da Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino, opera seconda promossa all'onore del concorso, a L'odore del sangue di Mario Martone alla Quinzaine, da Non ti muovere di Sergio Castellitto al Certain Regard a Sotto falso nome di Roberto Andò alla Semaine.

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